Bonus di 80 euro: le novità del 2015


PREMESSA

Nella L. 190/14, c.d. Legge di Stabilità 2015, il Legislatore ha nuovamente affrontato il tema del c.d. bonus di 80 euro, ossia del credito d’imposta concesso ai possessori di reddito da lavoro dipendente e assimilati, sancendo il carattere strutturale di questo tipo di intervento.

Inizialmente, secondo quanto disposto dalla norma che ha introdotto il bonus all'art. 13 co. 1-bis, TUIR, ossia il D.L. 66/14, all'art. 1, co. 1, (convertito con modifiche dalla L. 89/14), a tale credito era stato attribuito carattere transitorio. L’erogazione era stata infatti prevista fino al 2014. La Legge di Stabilità 2015, invece, riformulando il testo del co. 1 bis dell’art. 13 TUIR e prevedendo l’aggiornamento del valore annuo del bonus, ha di fatto reso questo intervento continuativo.

Per erogare tale bonus è necessario effettuare in precedenza due tipi di verifiche:

• la verifica di spettanza, relativa alla valutazione di determinati valori di reddito imponibile presumibilmente spettanti al lavoratore;
• la verifica di capienza: il bonus infatti spetta al lavoratore solo se questo risulti avere un’imposta a debito (dopo aver sottratto dall'imposta lorda soltanto le detrazioni spettanti per la produzione del reddito da lavoro dipendente).


NOVITA' 2015 PER IL BONUS DI 80 EURO

Data la durata annuale del bonus, la somma del credito è ora prevista nella misura di € 960, a differenza dell’anno precedente in cui ammontava solamente a € 640 dato che l’erogazione del credito d’imposta era partita solo a maggio (€ 80 x 8 mesi di erogazione = € 640).

Sono invece rimasti invariati i limiti reddituali che permettono di avere diritto al bonus, ossia fino a € 24.000, per l’erogazione completa del credito d’imposta (€ 960), mentre per i redditi compresi tra € 24.000 e € 26.000 l’importo del bonus subisce una riduzione fino ad azzerarsi.

Come accennato però il bonus spetta solamente ai soggetti capienti. Per effettuare questa valutazione è necessario sottrarre dall'imposta lorda calcolata sul reddito imponibile le detrazioni da lavoro dipendente, ottenendo così l’imposta netta.

Se questo valore è positivo, il lavoratore avrà diritto al bonus (tenendo conto dei limiti reddituali sopra esposti), altrimenti, in caso di risultato pari a zero, il soggetto è considerato incapiente e non gli spetterà alcun bonus. La soglia di reddito limite sotto al quale il lavoratore raggiunge un'imposta netta pari a zero è individuato in € 8.145.

La Legge di Stabilità prevede inoltre che nella formazione del reddito non si possano applicare le facilitazioni previste per il rientro dei cervelli e dei ricercatori in Italia.

Inoltre non rientrano nel calcolo del reddito complessivo per il calcolo della spettanza del bonus:

• le quote di TFR maturate nel mese di paga, soggette a tassazione ordinaria che, a partire da marzo 2015, potranno essere richieste dal lavoratore direttamente in busta paga (c.d. monetizzazione mensile del TFR, introdotta in via sperimentale per il periodo "1 marzo 2015 - 30 giugno 2018" sempre dalla Legge di Stabilità);
• le somme percepite dal lavoratore a titolo di incremento della produttività e che scontano un'imposta sostitutiva del 10% (di cui però si dovrà tener conto ai fini del calcolo della capienza);
• l’assegno per i figli nati tra il 2015 e il 2017 (ai sensi della L. 190/14, art.1, co. 125);
• le rendite catastali (e della pertinenza se adibita ad abitazione principale, come previsto dall'art. 13, co. 6-bis).

Rientrano invece in tale calcolo:

• redditi di lavoro dipendente o assimilati;
• compensi percepiti dai lavoratori soci delle cooperative;
• indennità e compensi percepiti a carico di terzi dai lavoratori dipendenti per incarichi svolti in relazione a tale qualità;
• somme da chiunque corrisposte a titolo di borsa di studio;
• redditi derivanti da rapporti di co.co.co; prestazioni pensionistiche comunque erogate, dai fondi di previdenza complementare;
• compensi per lavori socialmente utili.

Per procedere al recupero delle somme così erogate al lavoratore, il datore di lavoro può procedere con la compensazione nel mod. F24 ai sensi dell’art. 17, D.Lgs. 241/97, tramite il codice tributo 1655. L’Agenzia delle Entrate ha fornito le proprie indicazioni nelle Circolari n. 88/E/14 e n.9/E/14.


IL CALCOLO DEL BONUS

Nel nuovo co. 1-bis, dell’art. 13 del TUIR, entrato in vigore dal 1° gennaio 2015, viene ripreso il contenuto dei co. 1 e 2 del D.L. 66/14, seppur - come accennato - con la revisione dell’importo del "bonus di 80 euro", elevato a € 960.

In merito alle modalità di calcolo l’Agenzia delle Entrate, nella Circolare n. 9/14, fornisce indicazioni ed esempi, precisando che in base alle disposizioni introdotte dal decreto occorre calcolare il credito spettante al lavoratore su base annua e successivamente determinare l’importo che il sostituto deve erogare in ciascun periodo di paga, secondo i giorni di durata del rapporto.

Eventuali errori commessi dai sostituti d’imposta nel calcolo e nella successiva erogazione del bonus possono essere recuperati dal lavoratore attraverso la dichiarazione annuale dei redditi (mod. 730).


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