Indennità sostitutiva del preavviso

La legge espressamente riconosce a ciascun contraente la possibilità di recedere dal contratto di lavoro a tempo indeterminato con l'obbligo di riconoscere all'altra parte un termine di preavviso stabilito dai Contratti collettivi di lavoro, dagli usi o secondo equità.

Nel caso di mancato rispetto dell'obbligo di preavviso in questione, il recedente deve corrispondere alla controparte un'indennità, cd. indennità sostitutiva del preavviso, che equivale a quella quota di retribuzione che gli sarebbe spettata per il periodo di preavviso stesso.
Tuttavia, come chiarito dalla Corte di Cassazione,l' indennità sostitutiva del preavviso non presenta affatto natura retributiva ma risarcitoria, poiché viene corrisposta in seguito ad un inadempimento ( Cass. 28/5/1992, n. 6406).

L' indennità sostitutiva del preavviso, comunque, rientra nella base imponibile contributiva dal momento che nel periodo del preavviso non prestato sono riconosciuti al lavoratore i diritti e gli emolumenti che gli sarebbero spettati nel corso del rapporto di lavoro, compresi dunque i contributi previdenziali a suo favore, con la conseguenza che la somma in questione risulta assoggettata al regime contributivo ordinario per tutte le somme a carico dei lavoratori, nonché per l'ammontare a carico del datore.

Va rimarcato che se l' indennità sostitutiva di preavviso, sulla base di accordo preventivo tra le parti, venga erogata per assolvere ad una finalità diversa da quella propria dell'istituto, ovvero al fine di indurre alla risoluzione concordata del rapporto di lavoro con la preventiva definizione di ogni possibile controversia (cd. esodo dei lavoratori) o per indurre alla rinuncia di altri diritti, tale somma, ovviamente, poiché perde la sua natura di indennizzo per il mancato preavviso di licenziamento dovuto, viene esentata da contribuzione (INPS, Circ. 22/01/1982, n. 581; Circ. 19/07/1990, n. 170; Circ. 24/12/1997, n. 263).

Il TUIR (D.P.R. 22/12/1986, n. 917), nel definire l'indennità sostitutiva del preavviso come una quota percepita "una volta tanto in dipendenza della cessazione" del rapporto di lavoro, stabilisce che l'applicazione dell'imposta sulle persone fisiche all'indennità sostitutiva avvenga separatamente (art. 17), applicandovi la stessa aliquota determinata per il calcolo dell'IRPEF sul TFR (art. 19).

Le ipotesi, individuate dalla legge e dalla giurisprudenza, in cui è dovuta l' indennità sostitutiva del preavviso sono:

  • dimissione per giusta causa (Sentenza della Cassazione 11/1/1995, n.276; Sentenza della Cassazione 13/9/1997, n.9137)
  • dimissione della lavoratrice presentate durante il periodo in cui opera il divieto di licenziamento (art. 55 D.Lgs n. 151 del 26 marzo 2001; Sentenza della Cassazione del 22/10/1991, n.11164)
  • dimissione della lavoratrice rassegnate a seguito di licenziamento per matrimonio (art. 35, comma 4, D.lgs 198 del 11 aprile 2006).



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