Apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere

Data ultimo aggiornamento: 06/09/2013 05:07

L'art. 4 del nuovo Testo Unico disciplina l'apprendistato professionalizzante.

Tale tipologia di apprendistato è riservata ai giovani fra i 18 (17 per chi è già in possesso di una qualifica professionale) ed i 29 anni, per il conseguimento di una qualifica professionale contrattuale, in tutti i settori di attività pubblici o privati.

La durata e le modalità di erogazione della formazione dovranno essere stabilite da accordi interconfederali e dalla contrattazione collettiva tenendo conto dell'età dell'apprendista e del tipo di qualificazione contrattuale da conseguire.

La durata minima del contratto dovrà essere stabilita tenendo conto della sua componente formativa. In ogni caso la durata complessiva del contratto di apprendistato professionalizzante non potrà essere superiore a 3 anni ovvero 5 per le figure professionali dell'artigianato individuate dalla contrattazione collettiva di riferimento.

Parte della formazione finalizzata alla acquisizione di competenze di base e trasversali, potrà essere finanziata dallo Stato o dalle Regioni e potrà essere interna o esterna all'azienda, per un monte ore complessivo non superiore a 120 per la durata del triennio.

Tale formazione dovrà essere disciplinata dalle Regioni sentite le parti sociali e tenuto conto dell’età, del titolo di studio e delle competenze dell’apprendista.

E' stato introdotta adesso anche la  possibilità di stipulare contratti di apprendistato da datori di lavoro che svolgono la propria attività in cicli stagionali. In tal caso la contrattazione collettiva nazionale dovrà provvedere a disciplinare "specifiche modalità di svolgimento del contratto di apprendistato, anche a tempo determinato ai sensi del D.Lgs. n. 368/2001, ivi comprese le durate minime".

L’articolo 2 del Decreto Legge 28 giugno 2013 n. 76, convertito con modificazioni dalla Legge 9 agosto 2013 n. 99, stabilisce che entro il 30 settembre 2013 la Conferenza Stato – Regioni dovrà adottare linee guida volte a disciplinare l’apprendistato professionalizzante. 

In queste linee guida possono essere individuate disposizioni derogatorie del Decreto Legislativo n. 167/2011 concernenti:

a) il piano formativo individuale obbligatorio soltanto per l’acquisizione delle competenze tecnico –professionali e specialistiche;

b) la registrazione della formazione e della qualifica professionale ai fini contrattuali effettuata su un documento avente i contenuti minimi del modello di libretto formativo;

c) in caso di imprese multi localizzate la formazione avviene nel rispetto della disciplina ove l’impresa ha la sede legale. 

Trascorso senza alcuna decisione il termine del 30 settembre 2013 i principi contenuti nelle lettere a), b) e c) trovano diretta applicazione, ferma restando la possibilità di una diversa disciplina in seguito all’adozione delle suddette linee guida o in seguito all’adozione di disposizioni di specie da parte delle singole Regioni.

Per completezza di informazione, va ricordata la definizione che la Commissione Europea fornisce per le micro, le piccole e le medie imprese nella Raccomandazione del 6 maggio 2003, richiamata espressamente dall’art. 2:

a) sono definite micro imprese quelle che presentano un organico inferiore ai dieci dipendenti ed il cui fatturato o totale di bilancio annuo non supera i due milioni di euro;

b) sono definite piccole imprese quelle che presentano un organico inferiore alle cinquanta unità ed il cui fatturato o totale di bilancio annuale non supera i dieci milioni di euro;

c) sono definite medie imprese quelle che presentano un organico inferiore ai duecentocinquanta dipendenti ed abbiano un fatturato non superiore a cinquanta milioni di euro o il totale del bilancio annuale non superiore a quarantatre milioni di euro.

Altra novità concernente l’apprendistato è contenuta all’articolo 9, comma 3, Decreto Legge n. 76/2013: si tratta di una “aggiunta”, attraverso il comma 2 –bis, all’articolo 3 del Decreto Legislativo n. 167/2011 e riguarda il “dopo” l’ottenimento della qualifica o del diploma professionale attraverso l’iter previsto dall’articolo 3: 

Successivamente al conseguimento della qualifica o diploma professionale ai sensi del Decreto Legislativo n. 226/2005, allo scopo di conseguire la qualifica professionale ai fini contrattuali, è possibile la trasformazione del contratto in apprendistato professionalizzante o di mestiere: in tal caso, la durata massima complessiva dei due periodi di apprendistato non può eccedere quella individuata dalla contrattazione collettiva di cui al presente decreto”.



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