Cessazione anticipata del contratto a termine

Data ultimo aggiornamento: 08/09/2013 04:13

Il contratto di lavoro a tempo determinato si risolve automaticamente alla scadenza del termine espressamente prefissato dalle parti senza bisogno di alcuna manifestazione di volontà. Non occorre neppure il preavviso, poiché le parti sanno già che il rapporto è destinato a estinguersi con la scadenza del termine.

Un eventuale recesso aticipato di una delle parti rispetto alla scadenza è consentito solo ed esclusivamente, in base a quanto stabilito dall’art. 2119 c.c., per giusta causa e cioè qualora si verifichi una causa che non consenta la prosecuzione neanche provvisoria del rapporto.

Non è legittimo il recesso prima del tempo per giustificato motivo (soggettivo e oggettivo), dal momento che tale fattispecie di recesso è espressamente riferita dal nostro ordinamento al contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato (articolo 1, legge 604/1966).

In caso di recesso antecedente la scadenza del termine da parte del datore di lavoro che risulti illegittimo per assenza di giusta causa scatterà a favore del lavoratore un risarcimento del danno pari all’ammontare di tutte le retribuzioni che allo stesso sarebbero spettate fino alla regolare scadenza del contratto, dedotto quanto eventualmente percepito dal lavoratore per aver prestato la propria attività lavorativa presso un altro datore di lavoro nel periodo considerato. In presenza di un contratto a tempo determinato, infatti, nell'ipotesi di recesso anticipato senza giusta causa del datore di lavoro, il lavoratore non può invocare la reintegrazione nel posto di lavoro prevista dallo Statuto dei lavoratori (articolo 18), poiché tale tutela è prevista limitatamente al contratto di lavoro a tempo indeterminato.

Nel caso in cui sia il lavoratore a recedere per giusta causa, questi ha diritto al risarcimento del danno in misura pari all’ammontare delle retribuzioni che avrebbe percepito se la risoluzione non fosse intervenuta, per tutto il periodo in cui egli, pur usando l’ordinaria diligenza, non trovi altra idonea occupazione (Cassazione 15 novembre 1996, n. 10043).

In caso di recesso anticipato senza giusta causa del prestatore di lavoro (dimissioni non sorrette da giusta causa), questi deve risarcire il datore di lavoro per i danni subiti (per esempio: spese sostenute per la ricerca di un sostituto; spese inutilmente sopportate per la formazione del lavoratore dimissionario).

Le parti, inoltre, possono legittimamente recedere, prima della scadenza del contratto a tempo determinato, oltre che per giusta causa, anche in presenza di tali ipotesi:

  • per mutuo consenso (articolo 1372, Codice civile),
  • per impossibilità sopravvenuta della prestazione (articolo 1463, Codice civile).


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