Procedura per la richiesta della CIGO

Per richiedere l'intervento della Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (CIGO), il datore di lavoro deve:

  1. attivare preventivamente la procedura di consultazione sindacale;
  2. compilare ed inviare all'INPS il modello IGI 15 SR21 sottoscritto dal Legale Rappresentante e corredato dal verbale redatto a seguito della consultazione sindacale (e da eventuale documentazione comprovante le cause di intervento).

La richiesta viene successivamente esaminata da un'apposita commissione istituita presso l'INPS la quale decide in merito all'accoglimento o reiezione della domanda.

La consultazione sindacale

Per richiedere l'intervento della Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (CIGO), il datore di lavoro deve attivare preventivamente la procedura di consultazione sindacale:

  • 10 gg prima dell'inizio della sospensione, nel caso di aziende con meno di 50 dipendenti;
  • 25 gg prima dell'inizio della sospensione, nel caso di aziende con più di 50 dipendenti.

L'azienda che richiede l'intervento della Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (CIGO), deve dunque preventivamente comunicare alle RSU (Rappresentanze sindacali unitarie) se presenti ovvero alle OO.SS.  (Organizzazioni sindacali territoriali):

  1. le cause della sospensione dell'attività o della riduzione dell'orario di lavoro;
  2. la durata prevedibile dell'intervento;
  3. il numero dei lavoratori interessati. 

E' bene precisare che la procedura di consultazione sindacale deve essere esperita sia per la domanda di prima ammissione che per la proroga. Inoltre la richiesta di intervento è legittima anche qualora tra datore di lavoro o Rappresentanze Sindacali non venga raggiunto l'accordo.

Alla comunicazione relativa alla procedura di consultazione sindacale, può seguire, a richiesta di una delle parti, un esame congiunto in merito all'opportunità e alla portata dell'evento che dovrà esaurirsi entro:

  • 10 gg nel caso di aziende con meno di 50 dipendenti;
  • 25 gg  nel caso di aziende con più di 50 dipendenti.

Nel caso di eventi oggettivamente non evitabili (incendi, crolli, alluvioni, ecc.) il datore di lavoro è tenuto a comunicare a posteriori alle RSU oppure, in mancanza, alle organizzazioni sindacali di categoria dei lavoratori più rappresentative operanti nella provincia, la durata prevedibile della sospensione o contrazione e il numero dei lavoratori interessati.
Qualora la sospensione o la riduzione di orario superi le 16 ore settimanali, a richiesta del datore di lavoro o degli organismi sindacali si procede ad un esame congiunto sulla ripresa dell'attività e sui criteri di distribuzione dell'orario di lavoro.
La richiesta di esame congiunto deve essere presentata entro 3 giorni dalla comunicazione della sospensione o della contrazione e la procedura deve esaurirsi entro i 5 giorni successivi.

La domanda 

La domanda relativa alla richiesta dell'intervento di Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (da compilarsi su apposito modello IGI 15) deve essere trasmessa dal datore di lavoro all'INPS competente per territorio, entro 25 giorni dalla fine del periodo di paga in corso al termine della settimana in cui ha avuto inizio la sospensione o la riduzione di orario.
La domanda (da inviare on-line tramite il sito www.inps.it) deve indicare:

  • la causa della sospensione o riduzione; 
  • la presumibile durata; 
  • il numero dei lavoratori interessati; 
  • le ore di effettivo lavoro; 
  • le regolare esecuzione delle procedure sindacali previste.

Il lavoratore deve invece rilasciare una dichiarazione di immediata disponibilità , limitatamente all'adesione ad un percorso di riqualificazione professionale.

In caso di tardiva presentazione della domanda, l'integrazione salariale non può essere erogata per i periodi anteriori di una settimana rispetto alla data di presentazione. Inoltre, qualora i lavoratori perdano (anche parzialmente) il diritto all'integrazione, il datore di lavoro è tenuto a corrispondere, a titolo di risarcimento danni, ai lavoratori stessi una somma corrispondente all'integrazione salariale non percepita. Il datore di lavoro deve anche versare i contributi commisurati a tale importo con il conseguente accredito delle settimane di contribuzione.
Il risarcimento dei danni è dovuto anche nel caso in cui la domanda non sia stata presentata affatto.

Nel caso si accerti che non esistevano i presupposti per riconoscere l'integrazione, il datore di lavoro è obbligato al pagamento delle retribuzioni non corrisposte e al risarcimento dell'eventuale danno. Se il rigetto è dovuto all'improbabile ripresa dell'attività, il provvedimento di diniego deve contenere una congrua motivazione, che faccia riferimento agli elementi di fatto presi in considerazione.

Contro i provvedimenti della Commissione provinciale, è possibile fare ricorso  - entro 30 giorni dalla notifica - al Comitato amministratore della Gestione prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti.
Dopo questa fase il datore di lavoro, nel caso in cui il ricorso sia respinto, o espressamente, o dopo silenzio-rifiuto, può agire davanti al Tribunale amministrativo o con ricorso straordinario al Capo dello Stato: il procedimento si può concludere con un provvedimento formale oppure con il silenzio-rifiuto che si forma dopo 180 giorni.

Il rispetto dei limiti temporali al fine dell'accoglimento di una nuova domanda di Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria  CIGO, deve essere verificato in modo diverso a seconda delle modalità di fruizione della precedente integrazione. Se l'azienda ha già fruito della CIG per 12 mesi:

  • consecutivi, la nuova domanda può essere presentata quando siano trascorse almeno 52 settimane di normale attività lavorativa;
  • complessivi, poiché il limite massimo di durata in caso di fruizione per periodi non consecutivi è di complessivi 12 mesi nell'arco di due anni, la nuova domanda può essere presentata solo qualora venga accertato che nelle 104 settimane precedenti la stessa siano state fruite meno di 52 settimane.

Tali disposizioni non si applicano quando la sospensione (o la riduzione) dell'orario di lavoro deriva da eventi oggettivamente non evitabili, determinati da impossibilità sopravvenuta.

Dal tetto massimo delle 52 settimane nel biennio, devono essere esclusi i periodi concessi a titolo di CIGS e/o di contratti di solidarietà.

 

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