Lavoro supplementare

Il lavoro supplementare consiste nello svolgimento della prestazione lavorativa oltre all'orario a tempo parziale concordato tra le parti, ma entro il limite dell'orario normale settimanale del tempo pieno.
 
Il lavoro supplementare può essere richiesto, in linea generale, solo nell'ambito del part time di tipo orizzontale; tuttavia non si esclude la possibilità che vengano richieste prestazioni supplementari anche nell'ambito del part time di tipo verticale o misto, purché la prestazione rimanga inferiore all'orario normale settimanale del tempo pieno.

Il datore di lavoro può richiedere lo svolgimento di lavoro supplementare, anche in assenza del consenso del lavoratore, se è previsto e regolato dalla contrattazione collettiva.
 
In mancanza di una specifica normativa contrattuale, la prestazione supplementare può essere svolta soltanto con il consenso del lavoratore e il suo eventuale rifiuto non costituisce un giustificato motivo di licenziamento.

In base alle modifiche introdotte dall'art 46  D.lgs. del 2003, la contrattazione collettiva può individuare le causali sia di tipo oggettivo sia si tipo soggettivo  per il ricorso al lavoro supplementare, oltre che il numero massimo delle ore di lavoro supplementare consentito e le conseguenze di un eventuale superamento di questo limite.
La contrattazione collettiva nazionale, territoriale o aziendale può prevedere una maggiorazione sulla retribuzione oraria globale di fatto dovuta in relazione al lavoro supplementare svolto; inoltre può prevedere che tale maggiorazione possa incidere sugli istituti diretti e differiti della retribuzione in misura convenzionale, mediante l'applicazione di una percentuale forfettaria sulla retribuzione dovuta per ogni singola ora di lavoro supplementare prestato. 

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