Lo sciopero

L'esercizio del diritto di sciopero, riconosciuto dall'articolo 40 della Costituzione, comporta la sospensione delle obbligazioni dedotte nel contratto: il lavoratore non è più obbligato a prestare la propria attività lavorativa ed, in virtù del principio sinallagmatico, il datore di lavoro vede sospeso l'obbligo di corrispondere la retribuzione.
 
Accanto allo sciopero effettuato per fini contrattuali, sono state via via riconosciute altre fenomenologie di sciopero: lo sciopero economico - politico, lo sciopero politico e lo sciopero di solidarietà.
 
Lo sciopero economico - politico è, essenzialmente, diretto ad ottenere ed impedire un intervento su materie di immediato interesse dei lavoratori ma è diretto, anziché contro il proprio datore di lavoro, verso gli organi politici, il Governo ed il Parlamento.
 
Lo sciopero di solidarietà ricorre quando l'astensione di un gruppo di lavoratori viene effettuata per sostenere e solidarizzare con le rivendicazioni di altri lavoratori e non per far valere pretese che influiscano sul proprio rapporto di lavoro.
 
Al di fuori del settore dei servizi pubblici essenziali non è necessaria una preventiva formale proclamazione dello stesso né una preventiva autorizzazione da parte dell'assemblea sindacale.
 
In linea generale non è nemmeno necessario un obbligo di preavviso minimo, come invece è previsto eccezionalmente dalla legge sullo sciopero per il settore dei servizi pubblici essenziali.
 
Per determinare se la sospensione attuata da un numero esiguo di dipendenti sia o meno qualificabile come sciopero non è necessario considerare la quantità numerica di coloro che vi partecipano bensì è necessario valutare la funzione dello sciopero, il fine al quale tende l'astensione concertata dal lavoro quale mezzo di pressione di un interesse collettivo.
 
Contro le azioni di sciopero ritenute illegittime, il datore di lavoro può avvalersi degli ordinari rimedi giudiziari al fine del risarcimento dei conseguenti danni. Il giudice del lavoro è competente a decidere tali controversie.
 
Qualora dall'astensione collettiva derivi un pericolo di danno grave ed irreparabile alla produttività dell'azienda, alla sicurezza degli impianti o all'incolumità delle persone, ovvero quando lo sciopero superi i c.d. limiti esterni, il datore di lavoro può fare ricorso al procedimento cautelare ex art. 700 c.p.c.

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