Modalità di contestazione dell'addebito

Il secondo comma dell 'articolo 7 dello Statuto dei Lavoratori sancisce, in modo categorico, il divieto per il datore di lavoro di adottare alcun provvedimento disciplinare nei confronti del lavoratore senza avergli preventivamente contestato l'addebito, precisando, inoltre,  che la contestazione va fatta per iscritto qualora il provvedimento disciplinare da applicarsi sia più grave del rimprovero verbale.
 
È necessario precisare che l'atto di contestazione deve rispondere inderogabilmente ad alcuni requisiti essenziali ed assumere alcune caratteristiche in maniera tale da garantire l'effettività del diritto di difesa del lavoratore ed il rispetto del principio del contraddittorio.

La contestazione deve pertanto essere:
 
a) specifica;

b) circostanziata;

c) immutabile;

d) tempestiva.
 
Il requisito della specificità può considerarsi soddisfatto nel momento in cui vengono fornite le indicazioni necessarie ed essenziali per individuare nella sua materialità il fatto nel quale il datore di lavoro abbia ravvisato l'infrazione disciplinare.Tale accertamento costituisce oggetto di un'indagine di fatto, incensurabile in sede di legittimità, salva la verifica di logicità e congruità delle ragioni esposte dal giudice di merito.
 
Il principio dell'immutabilità della contestazione riguarda i fatti su cui si fonda il provvedimento sanzionatorio e non la loro qualificazione giuridica e deve intendersi nel senso della perfetta corrispondenza tra fatto contestato e fatto posto a fondamento della sanzione applicata.

Affinché siano realizzati i principi dell'immediatezza e della tempestività occorre che tra il momento in cui il datore di lavoro è venuto a conoscenza del fatto ritenuto sanzionabile e l'avvio del procedimento stesso, intercorra un lasso temporale tale da escludere un'acquiescenza dello stesso rispetto al comportamento censurabile del prestatore di lavoro.

La contestazione dell'addebito deve essere fatta per iscritto. Non essendo indicate dalla legge specifiche modalità di consegna dell'atto al lavoratore è ammessa ogni forma di comunicazione.

Peraltro, essendo la contestazione un atto di natura recetizzia, la giurisprudenza ritiene che valga la presunzione di conoscenza ex articolo 1335 c.c., ai sensi del quale la dichiarazione si reputa conosciuta nel momento in cui giunge all'indirizzo del destinatario se questi non prova di essere stato, senza colpa, nell'impossibilità di averne notizia. 

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