Congedi non retribuiti per la formazione

Oltre ai permessi retribuiti per i lavoratori studenti di cui all'art. 10 L.300/1970 (Statuto dei lavoratori), la Legge n. 53/2000 (artt. 5 e 6) prevede appositi congedi per finalità formative che si dividono tra:

  • Congedi per la formazione continua
  • Congedi per la formazione extra lavorativa

Tuttavia la possibilità di usufruire di appositi congedi per la frequenza ai corsi di studio viene regolata nello specifico dalla contrattazione collettiva, che prevede anche il numero di ore retribuite spettanti ai lavoratori.

I congedi vengono concessi per i corsi che si svolgono presso istituti pubblici o legalmente riconosciuti e la generalità dei contratti collettivi prevede l'obbligo, per il lavoratore interessato alla partecipazione ai corsi, di fare domanda scritta entro un determinato lasso di tempo, di norma stabilito a livello aziendale.

Il lavoratore, inoltre, ai fini del riconoscimento del beneficio, deve documentare la partecipazione ai corsi sia con il certificato di iscrizione che con attestazioni di frequenza.


Congedi per la formazione continua

I lavoratori hanno diritto ad assentarsi dal lavoro per seguire percorsi di formazione, predisposti dalle strutture pubbliche o dall'azienda, con la finalità di accrescere le proprie conoscenze e competenze professionali. Per le attività legate ad attività formative il lavoratore ha diritto ad un monte ore di congedi.

La contrattazione collettiva di categoria nazionale e decentrata generalmente definisce:

  • il monte ore da destinare ai congedi;
  • i criteri per l'individuazione del lavoratore;
  • le modalità di orario e retribuzione connesse alla partecipazione ai percorsi di formazione.


Congedi per la formazione extra-lavorativa

I lavoratori con almeno 5 anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro possono richiedere una sospensione non retribuita del rapporto di lavoro per congedi formativi finalizzati:

  • al completamento della scuola dell'obbligo;
  • al conseguimento del titolo di studio di secondo grado, del diploma universitario o di laurea;
  • alla partecipazione ad attività formative diverse da quelle finanziate dal datore di lavoro.

Il periodo di congedo non può eccedere gli 11 mesi, continuativi o frazionati, nell'arco dell'intera vita lavorativa durante il quale il lavoratore conserva il diritto al posto di lavoro ma non ha diritto alla retribuzione e non matura alcun istituto contrattuale (ferie, permessi, mensilità aggiuntive, TFR, anzianità di servizio, ecc.).

Anche in questo caso la contrattazione collettiva definisce le modalità di fruizione del congedo individuando:

  • le percentuali massime dei lavoratori che possono avvalersene;
  • le ipotesi di differimento o di diniego all'esercizio di tale facoltà, fissando i termini del preavviso, che comunque non può essere inferiore a trenta giorni.

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