Congedo matrimoniale

In occasione del matrimonio tutti i lavoratori dipendenti hanno diritto di fruire di un congedo retribuito, con le modalità stabilite dal CCNL di riferimento.

La contrattazione collettiva stabilisce dunque che i lavoratori che abbiano superato il periodo di prova hanno diritto, in occasione del matrimonio avente validità civile, ad un congedo retribuito.

Generalmente tale congedo ha una durata di 15 giorni, non può essere computato nel periodo di ferie annuali né coincidere con il preavviso e deve essere richiesto con un determinato preavviso.

I contratti collettivi generalmente dispongono che durante il congedo matrimoniale sia corrisposta al lavoratore la normale retribuzione.

Per gli operai dipendenti da aziende industriali, artigiane o cooperative il congedo viene retribuito mediante un assegno per congedo matrimoniale a carico dell'INPS, di importo pari a 7 quote giornaliere della normale retribuzione, e i CCNL generalmente stabiliscono l'obbligo per il datore di lavoro di:

  • integrare tale compenso fino a garantire all'operaio la normale retribuzione per i 15 giorni di durata del congedo;
  • anticipare al lavoratore anche il trattamento a carico dell'INPS.

La possibilità per l'operaio di beneficiare dell'assegno è subordinata alle seguenti condizioni: 

  • effettiva fruizione del congedo da parte del lavoratore;
  • sussistenza del rapporto di lavoro da almeno una settimana.

Le festività che eventualmente cadano nel corso dell'assenza per congedo devono essere pagate in aggiunta a quanto versato a titolo di congedo.

L'assegno viene corrisposto anche qualora il matrimonio avvenga mentre il dipendente è assente per un giustificato motivo come, ad esempio, la malattia o il richiamo alle armi.

L'assegno è utile ai fini del calcolo del TFR ed è prevista la maturazione regolare delle mensilità aggiuntive e delle ferie.

Il calcolo dell'assegno avviene con modalità diverse a seconda si tratti di operai a retribuzione fissa o a retribuzione oraria.

L'assegno per congedo matrimoniale viene interamente corrisposto dal datore di lavoro.

La parte a carico dell'INPS (lavoratori non impiegati) deve essere conguagliata attraverso il flusso UniEmens entro un anno dalla data del pagamento.

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