Indennità per richiamo alle armi

I lavoratori dipendenti possono essere richiamati al servizio militare per qualunque esigenza delle Forze armate (ad esempio per corsi di addestramento e di aggiornamento), e pertanto hanno diritto a:

  • conservazione del posto di lavoro
  • indennità economica

Il periodo del richiamo deve essere computato agli effetti dell'anzianità di servizio e ai fini del calcolo del TFR.

I lavoratori richiamati conservano il posto di lavoro e non possono essere licenziati prima che siano trascorsi tre mesi dalla ripresa del lavoro, salvo che per giusta causa.

Per tutto il periodo del richiamo alle armi al lavoratore viene corrisposta un'indennità a carico dell'INPS pari alla sua ordinaria retribuzione.

L'indennità viene generalmente anticipata dal datore di lavoro e conguagliata attraverso il flusso UniEmens.

Per quanto riguarda invece i dipendenti del commercio, degli studi professionali ed artistici e dell'agricoltura l'indennità viene pagata direttamente dall'INPS.

La misura dell'indennità è pari:

  • per i primi due mesi all'intera retribuzione civile. In tal caso l'indennità può essere concessa, nel periodo di un anno, soltanto per due mensilità, anche se nel periodo stesso il lavoratore sia assoggettato a più richiami eccedenti i due mesi;
  • per il periodo successivo e sino al termine del richiamo, qualora il trattamento economico militare sia inferiore alla retribuzione civile, alla differenza tra i due trattamenti.

Per ottenere l'indennità, i lavoratori interessati devono:

  • se l'indennità è anticipata dal datore di lavoro, trasmettere a quest'ultimo il documento dell'autorità militare dal quale risulti la decorrenza del richiamo e il grado rivestito, da rinnovarsi ogni 3 mesi;
  • in caso di corresponsione diretta da parte dell' INPS, inoltrare all'ente il modulo di domanda, il certificato di lavoro ed il documento dell'autorità militare dal quale risulti la decorrenza del richiamo e il grado rivestito, da rinnovarsi ogni 3 mesi.

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