Permessi retribuiti per assistenza a familiari portatori di handicap

I genitori (naturali, adottivi ed affidatari) e determinati familiari (parenti ed affini entro il 2° grado) di disabili, se sono lavoratori dipendenti, possono beneficiare di permessi retribuiti.

I permessi spettano a condizione che la persona da assistere non sia ricoverata a tempo pieno (per le intere 24 ore) presso strutture ospedaliere o simili (pubbliche o private) che assicurino assistenza sanitaria continuativa.

Tuttavia, i permessi vanno concessi in caso di ricovero a tempo pieno:

  • del minore disabile, a condizione che risulti documentato dai sanitari il bisogno di assistenza da parte di un genitore o di un familiare;
  • del disabile in stato vegetativo persistente e/o con prognosi infausta a breve termine; 
  • quando il disabile debba recarsi al di fuori della struttura che lo ospita per effettuare visite specialistiche e terapie certificate.

Genitori

La lavoratrice madre o, in alternativa, il padre lavoratore di minore con disabilità grave hanno diritto - entro il compimento dell'ottavo anno di vita del bambino - al prolungamento dell'astensione facoltativa per maternità, purchè il periodo complessivo dell'assenza dal lavoro non superi 3 anni (compresi i periodi di astensione facoltativa già fruiti).

La fruizione dell'astensione (che può essere continuativa o frazionata) è subordinata alla condizione che il bambino non sia ricoverato a tempo pieno presso istituti specializzati, a meno che in tal caso i sanitari non richiedano espressamente la presenza del genitore.

Il diritto di fruire dei permessi di 3 giorni mensili (anche continuativi) è riconosciuto - in alternativa al prolungamento del congedo parentale o alle 2 ore di permesso giornaliero - ad entrambi i genitori, anche adottivi, del bambino disabile grave, che possono fruirne alternativamente, anche in maniera continuativa nell'ambito nel mese.

Il regime dei benefici spettanti ai genitori è pertanto il seguente:

Fino al compimento dei 3 anni del figlio, padre o madre possono scegliere tra:

  • prolungamento dell' astensione facoltativa per maternità
  • 2 ore di permesso giornaliero
  • 3 giorni mensili, anche continuativi

Dai 3 agli 8 anni, padre o madre possono scegliere tra:

  • prolungamento dell'astensione facoltativa per maternità
  • 3 giorni mensili, anche continuativi

Dopo gli 8 anni, in alternativa padre o madre hanno diritto a:

  • 3 giorni mensili, anche continuativi

Familiari

Il coniuge, parenti e affini entro il 2° grado (entro il terzo grado qualora il genitore o il coniuge del disabile abbiano compiuto i 65 anni o siano affetti da patologie invalidanti a carattere permanente o siano deceduti o mancanti) possono invece fruire di permessi pari a:

  • 3 giorni mensili, anche continuativi

Generalmente il permesso può essere utilizzato per l'assistenza di una sola persona disabile. Tuttavia, il lavoratore ha diritto ad assistere più persone disabili, a condizione che si tratti del coniuge o di un parente o affine entro il primo grado.

Il lavoratore che fruisce dei permessi in esame per assistere un soggetto residente in un comune distante più di 150 km rispetto alla propria residenza, deve attestare con idonea documentazione il raggiungimento del luogo di residenza dell'assistito.

I familiari aventi diritto ai permessi mensili possono scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al domicilio della persona da assistere e non possono essere trasferiti senza il loro consenso ad altra sede.

Il datore di lavoro ha facoltà di richiedere al lavoratore una programmazione dei 3 giorni di permesso mensile a condizione che:

  • il lavoratore che assiste il disabile sia in grado di individuare preventivamente le giornate di assenza;
  • non venga compromesso il diritto del disabile ad avere una effettiva assistenza;
  • tale programmazione segua criteri condivisi con i lavoratori e le loro rappresentanze.

Il lavoratore ha tuttavia la possibilità di modificare unilateralmente la giornata in precedenza programmata per la fruizione del permesso, spostandola ad altra data, fermo il principio che le esigenze di assistenza e di tutela del disabile devono prevalere sempre sulle esigenze organizzative imprenditoriali

Cumulabilità

I riposi giornalieri ed i permessi mensili sono cumulabili con:

  • congedo parentale (astensione facoltativa)
  • congedo per la malattia del bambino

Lo stesso genitore non può fruire nella stessa giornata dell'astensione facoltativa e dei permessi, mentre è possibile che un genitore fruisca dell'astensione facoltativa e, contemporaneamente, l'altro utilizzi i permessi.

In presenza dei requisiti stabiliti dalla legge, il lavoratore dipendente, familiare di due (o più) persone disabili, tra loro conviventi, può cumulare i permessi retribuiti spettanti per l'assistenza di ciascun soggetto.

La domanda

La domanda deve essere presentata all'INPS (corredata dalla documentazione necessaria) e in copia al datore di lavoro, mediante uno dei seguenti modelli:

  • HAND1 (Genitori di Minori);
  • HAND2 (Genitori di Maggiorenni/Familiari);

Ai fini della concedibilità dei permessi il lavoratore, dovrà autocertificare nella domanda:

  • l'eventuale ricovero a tempo pieno del soggetto in condizione di handicap grave;
  • la revisione del giudizio di gravità dell'handicap da parte della Commissione ASL;
  • le modifiche ai permessi richiesti;
  • la fruizione di permessi, per lo stesso soggetto disabile grave, da parte di altri familiari.

Ogni domanda vale per un solo soggetto in situazione di disabilità grave.

Trattamento economico

Il trattamento economico a favore delle persone beneficiarie è riconosciuto dall' INPS mediante l' anticipo da parte del datore di lavoro, che provvede poi al recupero mediante il flusso UniEmens.

Solo nei confronti di alcune categorie particolari di lavoratori e in particolari ipotesi di mancata anticipazione da parte del datore di lavoro l'INPS provvede al pagamento diretto .

Rapporto con altri istituti

Durante la fruizione dei permessi maturano regolarmente:

  • anzianità di servizio,
  • ferie
  • mensilità aggiuntive

In particolare, il lavoratore matura:

  • il diritto a fruire di un certo numero di giorni di ferie in base alla previsione del CCNL;
  • la quota ordinaria della tredicesima (come se avesse normalmente lavorato) con onere a carico dell'INPS. Infatti la retribuzione di riferimento sulla quale si determina il trattamento INPS per permessi già comprende il valore della tredicesima.

Le ferie e la tredicesima mensilità sono soggette a decurtazione quando i riposi ed i permessi previsti sono cumulati con il congedo parentale

I giorni di permesso retribuito sono coperti da contribuzione figurativa

Il Ministero del Lavoro, con Interpello n. 43 del 2012non può essere considerata una fattispecie presuntiva di uno stato invalidante, ai fini del diritto a chiedere la fruizione del congedo per l'assistenza a disabili da parte di soggetti diversi dal coniuge. l'età avanzata, ha precisato che
A riguardo l'ANCI ha avanzato istanza di interpello per conoscere il parere del Ministero del Lavoro, in merito alla portata applicativa dell'art. 42, comma 5, Decreto Legislativo  n. 151/200, concernente il congedo del coniuge convivente per l'assistenza al soggetto portatore di handicap.
In particolare, l'istante chiede precisazioni in ordine alla corretta interpretazione della disposizione normativa citata, nella parte in cui contempla le ipotesi di "mancanza, decesso, o (…) presenza di patologie invalidanti del coniuge convivente", quali causali che legittimano la richiesta di fruizione del congedo in esame da parte di soggetti diversi dal coniuge stesso.
se è possibile considerare l'età avanzata del coniuge convivente - oltre gli 80 anni - alla stregua di una presunzione di stato invalidante, ovvero se, anche in tal caso, sia comunque necessaria una certificazione medica, attestante l'eventuale stato patologico. L'istante chiede, altresì,
Secondo il Ministero del Lavoro, in via preliminare, occorre partire dalla lettura della citata norma, che stabilisce 

"il coniuge convivente di soggetto con handicap in situazione di gravità (…) ha diritto a fruire del congedo di cui al comma 2 dell'art. 4 della legge 8 marzo 2000, n. 53, (…). In caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti del coniuge convivente, ha diritto a fruire del congedo il padre o la madre anche adottivi; in caso di decesso, mancanza o in presenza di patologie invalidanti del padre e della madre, anche adottivi, ha diritto a fruire del congedo uno dei figli conviventi; in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti dei figli conviventi, ha diritto a fruire del congedo uno dei fratelli o sorelle conviventi".
Si può, dunque, affermare che la legge consente l'ampliamento della platea dei familiari, legittimati a fruire del congedo, di cui all'art. 42, comma 5, solo in presenza di una delle situazioni individuate dal medesimo decreto, comprovate da idonea documentazione medica. 
Ciò in quanto si ritiene che i soggetti affetti da tali patologie non siano in grado di prestare un'adeguata assistenza alla persona in condizioni di handicap grave. 
In base a quanto sopra, è possibile, pertanto, sostenere che il diritto a fruire dei congedi in questione possa essere goduto da un soggetto diverso dal precedente "titolare", solo in ragione delle ipotesi tassativamente indicate dal Legislatore, fra le quali rientra quella legata alla presenza di "patologie invalidanti". 
In tal senso, l'età avanzata del titolare del diritto non costituisce un requisito sufficiente per legittimare il godimento del congedo da parte di altri soggetti titolati.

 

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