27/06/2011

Indennta di trasferta ccnl metalmeccanici

Il CCNL dei Metalmeccanici 15 ottobre 2009 può essere considerato uno dei contratti più complessi in assoluto dal momento che al suo interno vengono regolamentate una molteplicità di accadimenti o eventi che possono verificarsi nello svolgimento di una normale attività lavorativa, e più precisamente trasferte, malattie, infortuni e permessi.

il CCNL del settore metalmeccanico prevede che il trattamento economico della trasferta spetta a tutti quei lavoratori che prestano la propria attività lavorativa fuori dalla sede per la quale sono stati assunti.

Non hanno, pertanto, diritto a percepire l’indennità i lavoratori assunti per prestare la propria opera sul territorio nazionale con periodici e continui spostamenti.

Scopo dell’indennità di trasferta  è quello di risarcire in modo forfetario le spese sostenute dal dipendente nello svolgimento di un interesse del datore di lavoro: tali spese possono sostanzialmente individuarsi in quelle relative ai pasti e al pernottamento e quindi, non si può attribuire al risarcimento una natura retributiva anche nel caso di somme erogate in modo continuativo e per tutto il periodo della trasferta.

Molto spesso alcune aziende optano per il rimborso delle spese di vitto e alloggio sostituendo così l’indennità di trasferta. Le spese di trasporto necessarie per raggiungimento del luogo dove il lavoratore viene inviato sono rimborsate completamente dal datore di lavoro e, su presentazione di adeguata documentazione, anche le spese relative all’eventuale tassa di soggiorno, a spese postali e in generale tutte quelle spese sostenute dal lavoratore nell’interesse del datore di lavoro.

Il CCNL prevede anche l’erogazione di un trattamento economico per il tempo di viaggio necessario per poter raggiungere con i mezzi di trasporto la località di destinazione e viceversa, per il rientro nella normale sede di lavoro: il tempo impiegato dovrà essere comunicato dal dipendente all’azienda di modo da poter permettere il calcolo per l’erogazione del compenso. E’ pacifico che tale compenso ricopre l’eventuale tempo viaggio effettuato al di fuori del normale orario di lavoro e viene considerato escluso dal calcolo della retribuzione spettante per tutti gli istituti di legge o contrattuali, così come avviene per l’indennità di trasferta.

Tale  compenso viene calcolato determinando l’85% della quota oraria moltiplicandola per le ore eccedenti il normale orario di lavo e  copre qualunque ulteriore maggiorazione prevista per lavoro straordinario, notturno e festivo.

Il CCNL prevede uno speciale trattamento nel caso in cui durante il periodo di trasferta insorga una malattia, oppure un infortunio: in queste circostanze, ferme restando la facoltà del datore di lavoro di disporre il rientro del dipendente in qualsiasi momento, è dovuto il trattamento della trasferta per tutto il periodo dell’evento con un massimo di 10 giorni, al termine dei quali il lavoratore potrà richiedere di tornare in sede.

Ai lavoratori assunti esclusivamente per prestare la loro opera con continui e frequenti spostamenti presso cantieri o lotti produttivi sparsi su tutto il territorio nazionale (e quindi palificazione o stesura dei fili o cavi per linee elettriche, telefoniche, telegrafiche, teleferiche, ferroviarie e simili) non si applica l’istituto dell’indennità di trasferta ma è prevista, in sua sostituzione una maggiorazione del 30% sui minimi di paga base contrattuale al netto degli importi per livello dell’ex indennità di contingenza.