Coniuge non affidatario dei figli: quando ha diritto agli assegni familiari

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11569 dell’11 maggio 2017, ha riconosciuto il diritto all’erogazione degli assegni per il nucleo familiare anche al padre separato e non affidatario dei figli.

Nel caso di specie, i giudici di legittimità hanno respinto il ricorso presentato dall’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale e hanno riconosciuto il diritto del lavoratore padre a vedersi corrispondere gli assegni per il nucleo familiare anche nell’ipotesi in cui i figli, in sede di separazione tra i coniugi, siano stati affidati alla madre, qualora quest’ultima non lavori.

La Corte d’appello aveva riconosciuto il diritto del lavoratore alla luce dell’art. 211 della legge n. 151/1975 che prevede proprio il diritto all’erogazione degli assegni familiari. L’istituto, invece, lamentava l’errata interpretazione letterale della suddetta disposizione, dal momento che la norma si riferisce al “coniuge cui i figli sono affidati”.

Gli Ermellini, confermando la decisione della Corte territoriale, hanno invece chiarito che il coniuge cui sono affidati i figli, quando non può percepire gli assegni per il nucleo familiare in virtù di un proprio rapporto di lavoro, ha diritto di percepirlo tramite quello non affidatario.

Pertanto, conformemente anche a precedenti orientamenti giurisprudenziali (sentenza n. 5135/1989; n. 24024/2004; n. 6351/2015), i giudici di legittimità hanno affermato che, qualora il coniuge affidatario (nel caso di specie, la madre) non lavori, l’Inps dovrà erogare gli assegni per il nucleo familiare al padre separato.

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