Indicazioni ministeriali per l’autorizzazione alla prosecuzione della CIGS

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con la circolare n. 3 del 13 febbraio 2017, ha fornito le prime istruzioni operative relative all’autorizzazione della prosecuzione dei trattamenti di CIGS oltre i limiti di durata massima complessiva (art. 4, comma 1, del decreto legislativo n. 148/2015) e quelli di durata (art. 22, commi 1, 3 e 4 del D.Lgs. n. 148/2015), nonché in relazione alla reiterazione della riduzione contributiva prevista dall’art. 6, comma 4, del decreto legge n. n. 510/1996, convertito dalla legge n. 608/1996.

Le condizioni che devono essere soddisfatte congiuntamente per l’autorizzazione del trattamento di integrazione salariale oltre i limiti stabiliti nell’art. 4, comma 1 e nell’articolo 22, commi 1,3 e 4 del decreto legislativo n. 148/2015, sono le seguenti:

  • per l’attività svolta, il territorio su cui opera e il numero dei lavoratori impiegati, l’impresa deve essere di rilevante interesse strategico per l’economia nazionale;
  • entro il 31 luglio 2015 è stato sottoscritto un accordo in sede governativa il cui piano industriale abbia previsto l’erogazione di trattamenti di CIGS oltre i limiti di durata e di durata massima;
  • il piano industriale abbia previsto le condizioni per assicurare un rapido riassorbimento del personale sospeso o impiegato ad orario ridotto;
  • il piano industriale abbia previsto, per il periodo di prosecuzione del trattamento, l’impegno a realizzare nuovi interventi finalizzati ad assicurare la rioccupazione del personale.

L’stanza di autorizzazione alla prosecuzione dei trattamenti di CIGS deve essere presentata alla Direzione Generale degli ammortizzatori sociali e degli incentivi all’occupazione del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali in modalità telematica entro 45 giorni dalla data di pubblicazione del decreto interministeriale n. 98189/2016 nella Gazzetta Ufficiale.

All’istanza sarà allegata una relazione attestante il possesso dei requisiti previsti dall’art. 2 del decreto n. 98189/2016 e il verbale contenente le seguenti informazioni:

  • il numero dei lavoratori coinvolti;
  • le modalità di sospensione o riduzione dell’orario di lavoro.

Inviata la domanda, l’ufficio competente della Direzione Generale degli ammortizzatori sociali e degli incentivi all’occupazione effettua l’istruttoria della stessa verificando le condizioni di ammissibilità e il rispetto dei requisiti richiesti e trasmette una relazione tecnica alla Commissione (art. 42, comma 4, D.Lgs. 148/2015).

Quest’ultima può chiedere al Ministero del lavoro delle integrazioni istruttorie e al Ministero dello Sviluppo economico i dati relativi al piano industriale. Tuttavia, una volta che è stato ricevuto il parere della Commissione Il Ministro del lavoro, di concerto con il Ministro dell’economia, autorizzano, con decreto, la prosecuzione della CIGS.

Inoltre alle imprese che entro il 31 luglio 2015 abbiano stipulato un accordo governativo nel cui piano industriale sia stato previsto l’utilizzo del contratto di solidarietà, potranno beneficiare della reiterazione della riduzione contributiva introdotta dall’art. 6, comma 4, decreto legge n. 510/1996, per un periodo non superiore a 24 mesi complessivi in relazione all’unità produttiva interessata dal contratto di solidarietà.

Lo sgravio contributivo è pari al 35% della contribuzione a carico del datore di lavoro ed è dovuta per i lavoratori interessati da una riduzione dell’orario di lavoro in misura superiore al 20%.

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