Bonus Sud, arrivano i chiarimenti dei consulenti del lavoro

La Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro, il 18 aprile 2017, ha pubblicato un interessante approfondimento sul Bonus Sud, nel quale sono emersi alcuni aspetti ancora controversi del beneficio, ma sono stati introdotti anche alcuni chiarimenti, attraverso delle FAQ, sugli aiuti di stato de minimis.

A poco più di un mese dalla pubblicazione della circolare Inps n. 41/2017, non sono pochi i dubbi sull’incentivo Occupazione Sud rivolto a giovani disoccupati, di cui si attendono urgenti risposte da parte dell’ANPAL.

In primo luogo si teme che si ripeta quanto accaduto con lo sgravio triennale del 2015: infatti, molte imprese si vedranno richiedere i contributi non pagati dal momento che non risulta soddisfatto il requisito richiesto al lavoratore (mancata occupazione presso altro datore di lavoro nel corso dei 6 mesi precedenti all’assunzione). Con il Bonus Sud, si teme di ricadere nello stesso errore, dal momento che allo stato attuale non esiste ancora un collegamento tra le diverse banche dati.

Numerosi sono i dubbi anche sullo stato di disoccupazione, condizione necessaria per fruire del beneficio: infatti, si attende una risposta dall’ANPAL in merito alla necessità o meno che il lavoratore, oltre a presentare la dichiarazione di disponibilità, firmi anche il patto di servizio personalizzato.

L’incentivo non è cumulabile con altre agevolazioni economiche e contributive e rientra nel c.d. de minimis”, fatto salvo il caso in cui si verifichi un incremento occupazionale netto.

I consulenti del lavoro hanno fornito una mini guida per la compilazione della dichiarazione degli aiuti de minimis, hanno specificato che deve essere individuato il triennio di riferimento in cui si intenda assumere il lavoratore agevolato, individuando i 2 esercizi finanziari precedenti a quello di assunzione. Dovranno essere successivamente sommati tutti gli importi di aiuti de minimis e, infine, è necessario verificare che il Bonus Sud non faccia superare i limiti fissati.

I consulenti hanno specificato che non costituiscono aiuto de minimis:

  • il credito d’imposta Sviluppo n. 70/2011;
  • l’agevolazione prevista dai commi da 8 a 11 dell’art. 4, legge n. 92/2012.

Ogni volta in cui un datore assume un nuovo lavoratore beneficiando del suddetto incentivo, dovrà effettuare nella dichiarazione nuovamente il calcolo dei limiti “de minimis”.

Si ricorda che il datore di lavoro dovrà comunicare l’assunzione del lavoratore per il quale intende fruire del beneficio entro 10 giorni di calendario (non lavorativi) che decorrono dalla data di accoglimento dell’istanza di prenotazione.

I consulenti hanno anche chiarito che eventuali errori di compilazione non potranno essere corretti ma l’istanza dovrà essere annullata e rifatta.

La retribuzione che dovrà essere inserita nell’istanza è quella contrattualmente prevista, comprensiva dei ratei di 13esima e 14esima.

Condividi questo articolo