Nuovi chiarimenti dell’INL sulla sospensione dell’attività imprenditoriale per lavoro nero

Con la lettera dell’11 luglio scorso, l’INL ha inteso chiarire ulteriormente quanto già comunicato nella nota n. 5546 del 20 giugno 2017, in materia di sospensione dell’attività imprenditoriale per lavoro nero, affermando che le risposte alle FAQ, in essa contenute, rappresentano indicazioni vincolanti per il personale ispettivo.

Com’è noto, l’art. 14 del D.Lgs. 81/2008 prevede che, quando riscontrano l’impiego di personale in nero in misura pari o superiore al 20% del totale dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro, gli organi di vigilanza possano adottare il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale, il quale ha anche lo scopo di sollecitare la regolarizzazione della posizione del lavoratore in nero.

In questa ultima lettera dell’11 luglio, l’Ispettorato si sofferma in particolare sulla prima FAQ contenuta nella precedente nota n. 5546, ribadendo come la situazione del personale rinvenuto “in nero” non possa ritenersi a tutti gli effetti legalizzata, a fronte della sola comunicazione di assunzione, richiedendosi, a tal fine, ulteriori necessari adempimenti come la consegna della lettera di assunzione, la visita medica che confermi l’idoneità alla mansione e, ove previsto, lo svolgimento di attività formativa e/o informativa.

Pertanto, specifica l’Ispettorato, la sospensione dev’essere comunque disposta anche laddove, durante l’accesso, il datore di lavoro provveda, “in tutta fretta”, a comunicare l’assunzione, non essendo quest’ultima di per sé sufficiente ai fini di una piena regolarizzazione. Ciò, secondo l’INL, in ragione dell’intrinseca finalità sanzionatoria (oltre che cautelare) del provvedimento.

Si ritiene opportuno operare una riflessione su questo aspetto, specialmente alla luce delle precedenti, diverse prassi operative per cui, anche con una comunicazione (benché tardiva) di assunzione agli uffici competenti, era comunque possibile procedere alla revoca della sospensione.

Se si presta attenzione anche al comma 4 del citato articolo 14, D.lgs. 81/2008, che stabilisce espressamente i presupposti necessari ai fini della revoca della sospensione (regolarizzazione dei lavoratori e, per quanto riguarda le violazioni in materia di sicurezza, l’accertato ripristino delle regolari condizioni di lavoro oltre, in alcuni casi, al pagamento di una somma aggiuntiva), è possibile rilevare che le due condizioni già menzionate, ossia quelle relative alla visita medica e alla formazione non vengono espressamente richieste dalla legge.

Per tali motivi, tale nuovo indirizzo operativo – che, secondo l’INL, consentirebbe di “ridurre l’esposizione al rischio corruzione”, cfr. lettera INL 11 luglio 2017 - potrebbe suscitare qualche perplessità, dal momento che tali ulteriori oneri non sono contemplati dalla normativa vigente.

Condividi questo articolo