Chiarimenti sul credito di imposta per investimenti in attività di ricerca e sviluppo

Con la Risoluzione n. 121/E del 9 ottobre 2017, l’Agenzia delle Entrate ha fornito alcune indicazioni in merito al credito di imposta spettante per gli investimenti effettuati in attività di ricerca e sviluppo, previsto all’art. 3, D.l. 145/2013, precisando come debba essere determinata l’agevolazione nel caso in cui il potenziale beneficiario cambi l’ambito temporale dell’esercizio sociale in modo che quest’ultimo non coincida più con l’anno solare.

A tal fine, l’Agenzia riporta l’esempio di un’impresa che voglia anticipare la chiusura dell’esercizio, portandola dal 31 dicembre 2015 al 31 agosto 2015: in questo modo si vengono a creare due diversi periodi di imposta nel medesimo anno, il primo, da gennaio 2015 al 31 agosto 2015 ed il secondo, dal settembre 2015 al 31 agosto 2016.

L’art. 3, comma 1 del suddetto decreto stabilisce che il credito di imposta spetta alle imprese per gli investimenti effettuati “a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2020”; l’agevolazione è stabilita nella misura del 50% delle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media degli stessi investimenti realizzati nei tre periodi di imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015.

Nell’esempio di cui sopra, relativamente al primo periodo di applicazione del beneficio (1° gennaio 2015 - 31 agosto 2015), ai fini del calcolo del credito spettante, bisognerà confrontare i costi sostenuti in questo arco di tempo con la media degli investimenti pregressi nei periodi 1° gennaio – 31 dicembre 2012, 2013 e 2014, media che andrà ragguagliata a 8 mesi, nel rispetto del principio di omogeneità.

Con riguardo, invece, all’ultimo periodo di imposta di applicazione del credito, come anticipato, l’agevolazione spetta per gli investimenti operati dal periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2015 e sino a quello in corso al dicembre 2020.

Nell’esempio ipotizzato, qualora si applicasse letteralmente la norma, sembrerebbe possibile fruire del beneficio per 7 periodi di imposta, ossia dal gennaio 2015 sino al 31 agosto 2021 (il periodo compreso tra il 1° settembre 2020 e il 31 agosto 2021 risulterebbe incluso).

Tuttavia, a ben vedere la norma prevede l’applicazione dell’agevolazione per un totale di 72 mesi, pari a 6 periodi di imposta; pertanto, precisa l’Agenzia, onde evitare ingiuste differenze di trattamento tra le imprese, in casi particolari come quello illustrato, per poter fruire del credito relativamente all’ultimo periodo (1° settembre 2020 – 31 agosto 2021) sarà necessario considerare, ai fini della determinazione dell’agevolazione, soltanto gli investimenti sostenuti nei primi 4 mesi (ossia settembre 2020 - dicembre 2020).

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