La disciplina del contratto di apprendistato professionalizzante

 

 

Dal 1° gennaio 2017 sono cessati gli sgravi contributivi totali per il contratto di apprendistato professionalizzante, tuttavia, questa tipologia contrattuale continua a presentare numerosi vantaggi anche alla luce degli incentivi previsti per il 2017, rivolti proprio ai giovani.

L’apprendistato professionalizzante è un contratto a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e all’occupazione dei giovani con un’età compresa tra i 18 e i 29 anni (il limite scende a 17, qualora il giovane sia in possesso di una qualifica professionale). Invece, i soggetti percettori di un trattamento di disoccupazione possono essere assunti con un contratto di apprendistato professionalizzante, senza alcun limite di età.

Il contratto, la cui durata non può essere inferiore a 6 mesi, deve essere redatto per iscritto, deve contenere il Piano formativo individuale e l’apprendista può essere inquadrato fino a 2 livelli inferiori rispetto a quello spettante secondo quanto stabilito dalla contrattazione collettiva nazionale.

La formazione professionalizzante di cui è responsabile il datore di lavoro ha come obiettivo l’acquisizione delle competenze tecnico-professionali e la durata minima (che non può essere superiore a 3 anni, o a 5 per gli artigiani) è stabilita dai CCNL e dagli accordi interconfederali. Essa viene integrata dall’offerta formativa pubblica, che può essere interna o esterna all’azienda, per un massimo di 120 ore per il triennio.

Il contratto di apprendistato professionalizzante non può essere concluso con un lavoratore che abbia già svolto, per un periodo continuativo o frazionato mansioni corrispondenti alla qualifica professionale oggetto del contratto e per una durata superiore alla metà di quella indicata nella contrattazione collettiva nazionale.

Sono previsti i seguenti limiti numerici:

  • il datore di lavoro che impiega un massimo di 2 dipendenti qualificati o specializzati, può assumere fino a 3 apprendisti;
  • il datore di lavoro che impiega un numero di dipendenti qualificati compreso tra 3 e 9, può assumere un apprendista per ogni lavoratore qualificato;
  • il datore di lavoro che impiega almeno 10 dipendenti qualificati, può occupare 3 apprendisti ogni 2 lavoratori già qualificati.

Inoltre, l’assunzione di nuovi apprendisti è anche subordinata ad un ulteriore limite, dal momento che essa è possibile solo qualora, nel corso dei 36 mesi precedenti, almeno il 20% degli apprendisti dipendenti dello stesso datore di lavoro, alla scadenza del contratto di apprendistato, abbiano proseguito il rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

Qualora detta percentuale non sia stata rispettata, il datore di lavoro potrà assumere un solo apprendista, tutti gli altri, eventualmente assunti, saranno considerati lavoratori a tempo indeterminato sin dall’origine.

Per il contratto di apprendistato professionalizzante, valgono i seguenti principi:

  • gli apprendisti non possono essere retribuiti a cottimo, altrimenti al datore di lavoro sarà irrogata una sanzione amministrativa che oscilla tra i 100 e 600 euro (in caso di recidiva, essa è aumentata da 300 a 1.500 euro);
  • l’apprendista, all’interno dell’azienda, deve avere un tutor.

Qualora l’Ispettorato Nazionale del Lavoro rilevi una formazione carente rispetto a quanto previsto nel piano formativo individuale, potrà adottare nei confronti del datore di lavoro un provvedimento di disposizione, assegnando allo stesso un congruo termine per adempiere.

Condividi questo articolo