Pensione di anzianità: scatta la revoca in caso di rioccupazione

La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 5052 del 15 marzo 2016, ha chiarito che la cessazione di qualsiasi attività lavorativa costituisce, insieme al raggiungimento dell’anzianità contributiva, un presupposto indispensabile per l’accesso al trattamento pensionistico, pertanto, in caso di rioccupazione viene meno il diritto alla pensione di vecchiaia.

La vicenda sottoposta al vaglio dei giudici di legittimità attiene al caso di un lavoratore che, raggiunto il requisito dell’anzianità contributiva, inoltrava domanda all’Inps per l’accesso al trattamento pensionistico, ottenendone la concessione.

Tuttavia, in seguito alla cessazione del rapporto di lavoro, lo stesso veniva riassunto e l’Inps, venendo a mancare il presupposto della cessazione di qualsiasi attività lavorativa, revocava il trattamento chiedendo la restituzione di quanto era stato indebitamente percepito dallo stesso.

Secondo i giudici di legittimità il requisito della mancata occupazione, indispensabile per l’erogazione della pensione di vecchiaia, è ricavabile dall’art. 10, comma 6, del decreto legislativo n. 503 del 1992, secondo il quale “le pensioni di anzianità a carico dell'assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti ed autonomi e delle forme di essa sostitutive, non sono cumulabili con redditi da lavoro dipendente, nella loro interezza, e con quelli da lavoro autonomo nella misura per essi prevista dal comma 1 ed il loro conseguimento e' subordinato alla risoluzione del rapporto di lavoro ovvero alla cessazione dal lavoro autonomo quale risulta dalla cancellazione dagli elenchi di categoria".

Pertanto, la maturazione del diritto alla pensione è subordinata ad una effettiva cessazione dell’attività lavorativa nel momento in cui viene presentata la domanda per l’accesso al trattamento.

 

Infatti la prosecuzione di un’attività lavorativa esclude lo stato di bisogno del lavoratore, presunto in base all’articolo 38, comma 2, della Costituzione che prevede il diritto dei lavoratori a vedersi riconoscersi i mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di vecchiaia.

 

Infine, i giudici chiariscono anche che la cessazione del rapporto di lavoro subordinato riguarda tutte le tipologie di attività, anche se diverse da quella per la quale sono stati precedentemente versati i contributi.

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