Il contratto collettivo di secondo livello

Rispetto al precedente sistema di regolazione della contrattazione collettiva, si persegue l'obiettivo di promuovere ed accrescere i trattamenti economici per obiettivi, demandati soltanto alla contrattazione di secondo livello, più aderente alle specifiche realtà territoriali e aziendali, in un'ottica di maggiore tutela del potere d'acquisto delle retribuzioni e di rilancio della produttività.

Gli importi, i parametri ed i meccanismi utili alla quantificazione del premio variabile saranno definiti contrattualmente in sede aziendale e territoriale, tenendo conto delle relative condizioni produttive ed occupazionali e delle prospettive di competitività e redditività delle imprese. I contratti collettivi nazionali dovranno definire linee guida e modelli standard di premio variabile per la diffusione della contrattazione di secondo livello, soprattutto, nelle piccole e medie imprese.

La funzione essenziale del contratto collettivo di secondo livello sarà quindi quella di conciliare il raggiungimento degli obiettivi di qualità, efficienza e produttività con una retribuzione resa più "consistente" in virtù delle agevolazioni contributive e fiscali. In proposito, va ricordato che la tassazione agevolata dell'imposta sostitutiva del 10% sul reddito IRPEF e delle addizionali regionali e comunali sarà confermata anche per il 2010 a favore dei lavoratori del settore privato titolari di reddito di lavoro dipendente non superiore a € 35.000 nel 2009, entro il limite complessivo di 6.000 euro lordi.

Quanto poi agli sgravi contributivi, il sistema attuale prevede, a seguito di specifica autorizzazione dell'INPS, una riduzione del 25% sui contributi previdenziali ed assistenziali dovuti dai datori di lavoro, entro il limite del 3% della retribuzione imponibile ed a favore dei lavoratori lo sgravio dei contributi e assistenziali a loro carico. La quota dell'incentivo agevolata è interamente utile per la maturazione dei contributi previdenziali ai fini pensionistici.

Potranno inoltre essere regolate dai contratti collettivi di secondo livello le materie delegate, in tutto o in parte, dal contratto collettivo nazionale o dalla legge e le materie che non siano già state negoziate in altri livelli di contrattazione, con l'eccezione del comparto artigiano. I CCNL dovranno prevedere le articolazioni del secondo livello di contrattazione: alternativamente, la sede aziendale o territoriale (regionale, provinciale, settoriale, di filiera, comparto, distretto, sito).

L'Accordo Quadro del 22 gennaio 2009 ha definito altresì il principio generale della possibilità della contrattazione di secondo livello di derogare al contratto nazionale in materia retributiva e normativa. Più precisamente, i contratti collettivi nazionali di lavoro di categoria potranno prevedere - in sede territoriale, d'intesa tra le Associazioni industriali territoriali e le strutture territoriali delle Organizzazioni sindacali stipulanti il contratto collettivo nazionale - la possibilità di modificare, anche in via sperimentale e temporanea, singoli istituti economici e normativi previsti dagli stessi CCNL. Ciò al fine di fronteggiare situazioni di crisi aziendali o favorire lo sviluppo economico e occupazionale di determinate aree territoriali, in base a parametri oggettivi quali l'andamento del mercato del lavoro, i livelli di competenze e professionalità disponibili, il tasso di produttività, avvio e cessazione delle iniziative produttive, la necessità di creare condizioni per attirare nuovi investimenti.

Saranno in ogni caso fatte salve soluzioni differenti già stabilite in materia dalla contrattazione nazionale di categoria.

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