Premessa

La crisi dei mercati e la conseguente necessità di ridurre al minimo i costi di produzione sta portando molte delle imprese a ricorrere a manodopera fornita da aziende c.d. neo comunitarie, per le quali l'attenzione alla sicurezza è, rispetto agli standard europei, notoriamente inferiore. I casi di cronaca dimostrano poi come spesso questo tipo di scelta risulti solo apparentemente più economica e sia in realtà indice di una valutazione costi/benefici poco approfondita dove non vengono stimati correttamente i rischi a cui si espone l'azienda nel momento in cui si decide di "fare economia" in tema di appalti e sicurezza.

Al fine di contrastare questo trend e di tutelare la sicurezza dei lavoratori, la giurisprudenza con un orientamento ormai consolidato, ammonisce questo tipo di scelte "al risparmio" e sottolinea come le verifiche richieste a chi commissiona un'opera o un lavoro (art. 26 D.Lgs. 81/08) non devono limitarsi all'analisi delle capacità tecniche dell'appaltatore ma estendersi anche all'affidabilità in termini di sicurezza.

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