Importo

L’indennità ASpI è rapportata alla retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi due anni, comprensiva degli elementi continuativi e non continuativi e delle mensilità aggiuntive, divisa per il numero di settimane di contribuzione e moltiplicata per il numero 4,33.

In ogni caso, la nuova indennità mensile (rapportata alla retribuzione mensile) risulta essere pari al 75% della retribuzione mensile, imponibile negli ultimi due anni fino ad euro 1.192, 98.

Se la retribuzione mensile sia superiore al predetto importo, l’indennità verrà determinata aggiungendo al 75% dell’importo di euro 1.180, una somma pari al 25% del differenziale tra la retribuzione mensile e il predetto importo.

L’importo mensile si riduce del 15% dopo i primi 6 mesi di fruizione più un ulteriore 15% dopo 12 mesi di fruizione.

L’importo mensile non può superare la cifra di euro 1.165,58.

L’indennità NASpI, invece, è rapportata ad una base di calcolo determinata dalla retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni utili, comprensiva degli elementi continuativi e non continuativi e delle mensilità aggiuntive, divisa per il numero di settimane di contribuzione e moltiplicata per il numero 4,33.

Pertanto, rispetto al calcolo dell’indennità ASpI il periodo di osservazione passa da 2 a 4 anni.

Per l’anno 2015, nel caso in cui la retribuzione mensile di riferimento sia:
- pari o inferiore all’importo mensile di euro 1195, la misura dell’indennità NASpI è pari al 75% della retribuzione;
- superiore all’importo mensile di euro 1195, la misura dell’indennità NASpI è pari al 75% del predetto importo incrementato di una somma pari al 25% del differenziale tra la retribuzione mensile e l’importo di 1195 euro.

L’indennità mensile non può in ogni caso superare nel 2015 l’importo massimo di 1.300 euro.

Tali valori mensili (1.195,00 e 1.300,00) sono rivalutati annualmente, sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglia degli operai e degli impiegati intercorsa nell’anno precedente.

Nel 2015 l’indennità NASpI è ridotta progressivamente nella misura del 3% al mese dal primo giorno al quinto mese di fruizione: per gli eventi di disoccupazione verificatisi dal 1° gennaio 2016, questa riduzione si applica dal primo giorno del quarto mese di fruizione; per gli eventi di disoccupazione verificatisi dal 1° gennaio 2017, la durata NASpI è limitata ad un massimo di 78 settimane.

La NASpI viene erogata fino a quanto permane lo stato di disoccupazione ed è condizionata anche alla regolare partecipazione a iniziative di attivazione lavorativa e a percorsi di riqualificazione professionale proposti dai servizi competenti.

Il decreto distingue:
- se il lavoratore instaura un nuovo rapporto di lavoro inferiore ai sei mesi mentre sta ancora percependo il sussidio, può interromperlo per un massimo di sei mesi;
- se instaura un rapporto di lavoro con uno stipendio annuale inferiore al minimo per presentare la dichiarazione dei redditi, continuerà a percepire la NASpI, con un trattamento ridotto;
- se, infine, intraprende un’attività autonoma, dovrà informare l’INPS entro un mese, dichiarare il reddito annuo previsto, e percepirà un’indennità ridotta di un importo pari all’80% del reddito previsto.

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