Nuova occupazione

Per quanto riguarda l’ASpI, in caso di nuova occupazione con contratto di lavoro subordinato l'indennità viene sospesa d'ufficio fino ad un massimo di sei mesi.

Nel caso in cui il periodo di sospensione sia inferiore a sei mesi, l'indennità riprende a decorrere dal momento in cui era rimasta sospesa, se invece il contratto è più lungo decade.

Viene, inoltre, previsto che in caso di sospensione, i periodi di contribuzione relativi al nuovo rapporto di lavoro possano essere fatti valere ai fini di un nuovo trattamento di sostegno (ASpI e mini-ASpI).

La NASpI, invece, può proseguire, con importo ridotto in proporzione al reddito, nel caso in cui il lavoratore trovi nuova occupazione, anche come dipendente, entro determinati limiti di stipendio (il reddito minimo escluso da imposizione fiscale, intorno agli 8mila euro annui), a condizione che comunichi all’INPS entro 30 giorni dall’inizio dell’attività il reddito annuo previsto e che il datore di lavoro non sia lo stesso di quello per cui il lavoratore presta la sua attività quando è cessato il rapporto di lavoro per il quale fruisce la NASpI.

La NASpI è compatibile anche con una nuova attività autonoma o di impresa, sempre nei limiti del reddito minimo, per cui occorre distinguere:

- se da tale attività deriva un reddito inferiore al limite utile ai fini della conservazione dello stato di disoccupazione, il soggetto lo deve comunicare all'Inps entro 30 giorni dall'inizio dell'attività, indicando il dato del reddito annuo preventivato. L'INPS riduce l'indennità per un importo pari all'80% dei proventi preventivati, rapportati al tempo intercorrente tra la data di inizio dell'attività e la data di fine dell'indennità;

- se vi è esenzione dalla dichiarazione dei redditi, viene chiesta un'autocertificazione sui proventi ricavati dall'attività. In questi casi la contribuzione versata per l'attività in forma autonoma non dà luogo ad accrediti contributivi e viene riversata alla Gestione prestazioni temporanee.

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