Gestione della transizione verso il nuovo assetto di ammortizzatori sociali

Al fine di garantire la graduale transizione verso il regime delineato dalla riforma degli ammortizzatori sociali e assicurare la gestione delle situazioni derivanti dal perdurare dello stato di debolezza dei livelli produttivi del Paese, per gli anni 2013-2016, il Ministero del Lavoro, di concerto con il MEF, può disporre, in base  a specifici accordi governativi e per periodi non superiori a 12 mesi, in deroga alla normativa vigente, la concessione, anche senza soluzione di continuità, di trattamenti di integrazione salariale e di mobilitàanche con riferimento a singoli settori produttivi e ad aree regionali, nei limiti delle risorse finanziarie disponibili presso il Fondo sociale per occupazione e formazione. 

Nell’ambito delle risorse stabilite, detti interventi e gli interventi ex art. 33, comma 21, Legge n. 183/2011 (integrazione salariale e mobilità) possono essere prorogati, a seguito di specifici accordi governativi e per periodi non superiori a 12 mesi, con decreto del Ministero del Lavoro, di concerto con il MEF. 
 
La misura dei trattamenti è ridotta: 
  • del 10% nel caso di prima proroga
  • del 30% nel caso di seconda proroga
  • del 40% nel caso di proroghe successive
I trattamenti di sostegno del reddito, nel caso di proroghe successive alla seconda, possono essere erogati esclusivamente nel caso di frequenza di specifici programmi di reimpiego, anche miranti alla riqualificazione professionale.
 
Con cadenza bimestrale, il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali invia al Ministero dell'Economia e delle Finanze una relazione sull'andamento degli impegni relativi alle risorse destinate agli ammortizzatori in deroga.

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