Nuova contribuzione in sostituzione di quella oggi vigente

Con effetto sui periodi contributivi maturati dal 1° gennaio 2013 sono dovuti:

- contributo 1,31%: da tale aliquota si detraggono le riduzioni previste dalle precedenti leggi sulla riduzione del costo del lavoro e le aliquote compensative del TFR. Tale aliquota è dovuta anche per gli apprendisti (dubbio sui rapporti agevolati che applicano la contribuzione degli apprendisti);

- contributo aggiuntivo 1,4%: per i lavoratori non a tempo indeterminato con esclusione di:

  • lavoratori assunti a termine in sostituzione di lavoratori assenti;
  • lavoratori stagionali di cui al D.P.R. 7 ottobre 1963, n. 1525 nonché quelli qualificati come stagionali da contratti o accordi collettivi stipulati entro il 31 marzo 2012;
  • apprendisti e dipendenti dalle PP.AA.

Il contributo è restituito in caso di stabilizzazione del rapporto di lavoro, nei limiti delle ultime sei mensilità, successivamente al decorso del periodo di prova. La restituzione avviene anche qualora il datore di lavoro assuma il lavoratore con contratto di lavoro a tempo indeterminato, entro il termine di sei mesi dalla cessazione del precedente contratto a termine. In tale ultimo caso, la restituzione avviene detraendo dalle mensilità spettanti un numero di mensilità ragguagliato al periodo trascorso dalla cessazione del precedente rapporto di lavoro a termine.

Per il recupero del contributo addizionale in caso di trasformazione dei rapporti di lavoro ovvero di stabilizzazioni è stato istituito il nuovo codice causale "L810", avente il significato di "Recupero contributo addizionale, art. 2, comma 30, Legge n. 92/2012", nell'elemento "Causale a Credito" di "Altre a Credito" di "Dati Retributivi" di "Denuncia Individuale", che potrà essere utilizzato dal mese successivo a quello in cui si verificheranno le condizioni di spettanza.

Con effetto sui periodi contributivi maturati dal 1° gennaio 2013 sono dovuti:

- un contributo in caso di interruzione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato per causa diversa dalle dimissioni: per ogni 12 mesi di anzianità aziendale del lavoratore negli ultimi 3 anni, anche per le interruzioni dei rapporti di apprendistato, diverse dalle dimissioni, incluso il recesso del datore di lavoro al termine del periodo di formazione.

Il contributo è dovuto solo se il rapporto di lavoro si interrompe per una delle causali che danno diritto all’ASpI, a prescindere dal requisito contributivo (in questo senso l’art. 1, comma 250, Legge n. 228/2012, Legge di Stabilità 2013, ha modificato il comma 31, dell’art. 2 Legge n. 92/2012).

Il contributo è pari al 41% (prima 50%) del massimale mensile di ASpI per ogni 12 mesi di anzianità aziendale negli ultimi tre anni.

Nel computo dell’anzianità aziendale sono calcolati anche i periodi di lavoro con contratto diverso, da quello a tempo indeterminato, se il rapporto è proseguito in modo continuativo, o qualora si sia restituito il contributo addizionale, previsto per i contratti non a tempo indeterminato, nell’ipotesi di trasformazione degli stessi a tempo indeterminato.

Fino al 31 dicembre 2016, sono esclusi dal versamento i datori di lavoro tenuti al versamento del contributo di ingresso nelle procedure di mobilità.

Per il periodo intercorrente tra il 2013 e il 2015 sono esclusi:

  • i licenziamenti effettuati in conseguenza di cambi di appalto, ai quali sono succedute assunzioni presso altri datori di lavoro, in applicazione di clausole sociali, che garantiscano la continuità occupazionale prevista dai CCNL;
  • le interruzioni di rapporti di lavoro a tempo indeterminato nel settore delle costruzioni edili per completamento delle attività e chiusura del cantiere.

Per finanziare la nuova assicurazione occorrerà pagare un contributo addizionale dell’1,40% sui rapporti a termine e un contributo ordinario dell’1,61%, di cui lo 0,30% per i fondi interprofessionali, rispetto al quale sono previste riduzioni connesse al versamento di quote di TFR a forme pensionistiche complementari o al fondo di tesoreria e per i lavoratori prima esclusi dalla contribuzione per la disoccupazione, con talune particolarità per gli apprendisti (Circolare Inps 140 del 14 dicembre 2012).

Questo contributo non è dovuto nel caso sia dovuto il contributo d’ingresso alla mobilità fino al 2016.

A decorrere dal 1° gennaio 2017, nei casi di licenziamento collettivo, in cui la eccedenza di personale non abbia formato oggetto di accordi sindacale, il contributo è versato in misura pari al triplo di quanto previsto.

Infine, con riferimento ai lavoratori in somministrazione a tempo determinato, si prevede che l’aliquota aggiuntiva dell’1,4%,sia compensata da una riduzione di pari importo dell’aliquota finalizzata a finanziare programmi di formazione e riqualificazione professionale, di cui all’art. 12, comma 1, decreto legislativo n. 276/2003, che scende dal 4% al 2,6%, così come confermato dall'art. 1, comma 250, Legge n. 228/2012.

Istruzioni operative UniEMens (INPS, circ. 140/2012)

• Ai fini della compilazione del flusso UniEMens, l’INPS ha precisato che non sono previste modifiche in merito all’esposizione della contribuzione ASpI (rispetto alla contribuzione DS), né con riferimento al contributo ordinario, né a quello addizionale.

• Allo scopo di recepire le innovazioni normative, si è reso – invece - necessario ampliare i valori ammessi nell’elemento di del flusso UniEmens e precisamente:

- ai fini del recupero del contributo addizionale dell’1,40%;
- versato con riferimento ai lavoratori con contratto "non a tempo indeterminato"; 
- in caso di trasformazione dei rapporti di lavoro ovvero di stabilizzazioni, l’INPS ha istituito il nuovo codice causale “L810”; 
- avente il significato di "Recupero contributo addizionale art. 2, comma 30, Legge n. 92/2012"; 
- nell’elemento di Denuncia Individuale.

• Le operazioni di recupero potranno essere effettuate a decorrere dal mese successivo a quello in cui si verifica la condizione che ne dà il titolo.

Condividi questo articolo