Lavoro supplementare

Il lavoro supplementare consiste nello svolgimento della prestazione lavorativa oltre all'orario a tempo parziale concordato tra le parti, ma entro il limite dell'orario normale settimanale del tempo pieno. 

Il datore di lavoro può richiedere lo svolgimento di lavoro supplementare, anche in assenza del consenso del lavoratore, se è previsto e regolato dalla contrattazione collettiva. 

  
In base alle modifiche introdotte dall'art 6, c.2, D.Lgs 81/2015, se il contratto collettivo non disciplina il lavoro supplementare, è necessario il consenso del lavoratore interessato. In questo caso, il datore di lavoro può richiedere al lavoratore lo svolgimento di prestazioni di lavoro supplementare in misura non superiore al 25% delle ore di lavoro settimanali concordate: il lavoro supplementare è retribuito con una percentuale di maggiorazione sull'importo della retribuzione oraria globale di fatto pari al 15%, comprensiva dell'incidenza della retribuzione delle ore supplementari sugli istituti retributivi indiretti e differiti. In tale ipotesi, ossia quando il contratto collettivo non disciplina il lavoro supplementare, il lavoratore può rifiutare lo svolgimento dello stesso ove giustificato da comprovate esigenze lavorative, di salute, familiari o di formazione professionale; pertanto il rifiuto non costituisce giustificato motivo di licenziamento. 

La contrattazione collettiva nazionale, territoriale o aziendale può prevedere una maggiorazione sulla retribuzione oraria globale di fatto dovuta in relazione al lavoro supplementare svolto; inoltre, può prevedere che tale maggiorazione possa incidere sugli istituti diretti e differiti della retribuzione in misura convenzionale, mediante l'applicazione di una percentuale forfettaria sulla retribuzione dovuta per ogni singola ora di lavoro supplementare prestato. 

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