D.Lgs. n. 22/2015 sugli ammortizzatori sociali


Con particolare focus sul riordino della normativa in materia di ammortizzazioni sociali in caso di disoccupazione involontaria e di ricollocazione dei lavoratori disoccupati, viene di seguito riportata una sintesi delle misure che sono state definitivamente approvate.

Trattando in particolare delle forme di sostegno, il minimo comun denominatore di queste forme di ammortizzatori sociali è il richiamo al c. 2 dell’art. 38 della Costituzione in quanto destinatari saranno i soggetti che hanno perso il posto di lavoro involontariamente.

Danno diritto al sostegno anche le dimissioni rassegnate per maternità, per giusta causa, per molestie sessuali nei luoghi di lavoro, per mancato pagamento della retribuzione, per mobbing e per comportamento ingiurioso del superiore gerarchico verso il dipendente.

La prestazione interviene anche in caso di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro se dovuta al trasferimento del dipendente ad una sede distante 50 km dalla sua residenze o alla procedura conciliativa.

Ecco quindi le principali misure, oggetto della normativa, in tema di ammortizzatori sociali.

NASPI

La NASPI (Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego), in sostituzione degli attuali sussidi di disoccupazione (Aspi e mini-Aspi), è disciplinata dall’art. 1 dello schema di decreto legislativo in attuazione della L. n. 183/2014.

Destinatari sono i lavoratori dipendenti, con esclusione dei dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni e gli operai agricoli a tempo determinato o indeterminato.

I lavoratori beneficiari devono presentare, altresì, i seguenti requisiti: devono aver perso involontariamente il posto di lavoro, per un periodo temporale proporzionale alla storia contributiva del lavoratore, fino ad un massimo di 24 mesi per chi abbia lavorato negli ultimi quattro anni, che diventeranno 18 mesi dal 1° gennaio 2017.

L’importo di questo ammortizzatore sociale è rapportato alla retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni. L’indennità mensile è pari al 75% dello stipendio (se questo è pari o inferiore a 1.195 euro nel 2015, cifra poi rivalutata annualmente); se la busta paga invece è superiore, l’importo della Naspi cresce fino a un massimo di 1.300 euro.

La Naspi viene erogata mensilmente, per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni. Ai fini della durata, non sono considerati i periodi contributivi che hanno già garantito l’erogazione delle prestazioni di disoccupazione.

L’indennità viene ridotta progressivamente nella misura del 3% al mese a decorrere dal primo giorno del quarto mese di fruizione.

Per usufruire di questo particolare ammortizzatore sociale, la domanda deve essere inviata all'INPS in via telematica, entro il termine di decadenza pari a 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro.

La Naspi è condizionata alla permanenza dello stato di disoccupazione e alla partecipazione costante e regolare alle iniziative di attivazione lavorativa, nonché ai percorsi di riqualificazione professionale proposti dai servizi competenti.

Il lavoratore avente diritto alla Naspi può avvalersi della liquidazione anticipata in un’unica soluzione presentando all'Inps, a pena di decadenza, domanda di partecipazione in via telematica entro 30 giorni dalla data di inizio dell’attività lavorativa.

Il decreto distingue le conseguenze per il lavoratore che instauri un rapporto di lavoro subordinato o intraprenda un’attività lavorativa autonoma in corso di fruizione della Naspi.

Nel caso di lavoro subordinato:
- se il reddito annuale è superiore al reddito minimo escluso da imposizione: la prestazione decade;
- se il reddito è inferiore: la prestazione resta in vigore.

Nel caso di lavoro autonomo:
- se il reddito è inferiore al limite utile ai fini della conservazione dello stato di disoccupazione: deve dichiarare all’INPS, entro un mese dall’inizio dell’attività, il reddito annuo che prevede di trarne, con riduzione pari all’80% del reddito previsto; dopo la presentazione della dichiarazione dei redditi l’Istituto ricalcolerà la riduzione di cui sopra.

ASDI

L’ASDI (Assegno di disoccupazione) è uno degli ammortizzatori sociali, introdotto in via sperimentale e disciplinato dall’art. 16 del decreto di attuazione della L. n. 183/2014.

Destinatari dell’Asdi sono: coloro che abbiano esaurito la Naspi per l’intera sua durata entro il 31 dicembre 2015; si ritrovino senza occupazione; si trovino in condizioni di grave difficoltà economica.

Sarà erogato, a partire dal 1° maggio 2015, per una durata massima di sei mesi e per un importo pari al 75% dell’ultimo trattamento percepito ai fini della Naspi.

L’importo dell’Assegno di disoccupazione sale invece in base al carico familiare del lavoratore, la misura dell’aumento verrà però stabilità da un apposito decreto attuativo che il Governo emanerà nei prossimi 90 giorni.

La corresponsione è subordinata all'adesione obbligatoria ad un progetto personalizzato redatto dai Centri per l’Impiego, pena la decadenza dal beneficio.

Al finanziamento dell’Asdi si provvede mediante le risorse del Fondo istituito nello stato di previsione del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, che consta di 200 milioni per il 2015 e di 200 milioni per il 2016.

DIS-COLL

La DIS-COLL (Indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata) è disciplinata dall'art. 15 del decreto di attuazione e consiste in un sussidio di disoccupazione anche per i lavoratori precari, assunti con un contratto di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.) o a progetto (co.pro.). Questa indennità di disoccupazione interessa i nuovi eventi di disoccupazione dall’1 gennaio 2015 e sino al 31 dicembre 2015.

Sono destinatari di questa forma di ammortizzare sociale, in sintesi: i collaboratori coordinati e continuativi e a progetto, iscritti in via esclusiva alla Gestione separata, non pensionati e privi di partita IVA, che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione e che quindi riceveranno una indennità di disoccupazione mensile denominata, per l’appunto, Dis-Coll.

I soggetti di cui sopra devono possedere congiuntamente i seguenti requisiti:
- stato di disoccupazione, al momento della domanda di prestazione;
- tre mesi di contribuzione nel periodo che va dal 1° gennaio dell’anno solare precedente l’evento di cessazione dal lavoro al predetto evento;
- un mese di contribuzione nell'anno solare in cui si verifica l'evento di cessazione dal lavoro oppure un rapporto di collaborazione di durata pari almeno ad un mese e che abbia dato luogo a un reddito almeno pari alla metà del importo che dà diritto all'accredito di un mese di contribuzione.

L’assegno sarà erogato a quanti possano far valere almeno tre mesi di contribuzione dal primo gennaio dell’anno solare precedente.

La Dis-Coll sarà pari al 75 per cento del reddito percepito nei casi in cui sia pari o inferiore nel 2015 all’importo di 1.195 euro mensili, una cifra che poi sarà annualmente rivalutata. Nei casi in cui il reddito sia superiore, l’indennità cresce, ma senza superare l’importo massimo mensile di 1.300 euro nel 2015.

L’indennità di disoccupazione è corrisposta mensilmente per un numero di mesi pari alla metà dei mesi di contribuzione presenti nei due anni considerati (dal primo gennaio dell’anno solare precedente l’evento di cessazione del lavoro al predetto evento).
Non sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione della prestazione.

La Dis-Coll non può in ogni caso superare la durata massima di 6 mesi.

Anche la domanda per l’indennità di disoccupazione Dis-Coll deve essere presentata all’INPS in via telematica, entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro.

Essa è condizionata: alla permanenza dello stato di disoccupazione; alla regolare partecipazione alle iniziative e ai percorsi di riqualificazione professionale proposti dai Servizi competenti; alla ricerca attiva di un’occupazione e al reinserimento nel tessuto produttivo.

In caso di nuova occupazione del lavoratore con contratto di lavoro subordinato, la Dis-Coll è sospesa d'ufficio, fino ad un massimo di cinque giorni.

In caso di attività lavorativa autonoma di un lavoratore con un reddito inferiore
a 4.800 euro annui, egli deve informare l'INPS entro un mese dall'inizio dell'attività, dichiarando il reddito annuo che prevede di trarne. La Dis-Coll può essere ridotta dell’80% del reddito previsto.

CONTRATTO DI RICOLLOCAZIONE

Sempre rimanendo nell'ambito degli ammortizzatori sociali, per quanto riguarda invece il Contratto di ricollocazione, a fronte dell’istituzione - presso l’INPS - del Fondo per le politiche attive per la ricollocazione, il lavoratore licenziato illegittimamente (per giustificato motivo oggettivo e per licenziamento collettivo ex artt. 4 e 24 della L. n. 223/1991) ha diritto di ricevere un voucher dal Centro per l’Impiego competente per territorio. Con tale voucher il lavoratore potrà recarsi presso un’Agenzia del lavoro pubblica o privata accreditata e sottoscrivere il contratto di ricollocazione.

Tale contratto di ricollocazione prevede la possibilità per il lavoratore di ricevere assistenza nella ricerca di una nuova occupazione, tenendo conto di sbocchi occupazionali effettivamente esistenti e parametrati alle capacità e competenze dello stesso, promuovendo a suo favore, ove necessario, iniziative di ricerca, addestramento e formazione o riqualificazione.

L’Agenzia per il lavoro potrà incassare l’ammontare variabile del voucher solo a risultato ottenuto.

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