Contratto di somministrazione

Il Jobs Act non elimina questa forma di lavoro né modifica sostanzialmente la normativa; soltanto elimina le causali e mette un limite di utilizzo per le aziende al 10% della manodopera.

Eliminate le causali anche per il contratto di somministrazione a tempo indeterminato, il cosiddetto staff leasing, che finora è ammesso solo nei settori e per le attività individuate dal D.lgs. n. 276/2003 (servizi di consulenza, trasporto persone e merci, consulenza direzionale, marketing, call center, cura e assistenza della persona) allarga il suo ambito di applicazione e viene posto per legge un limite quantitativo del 10% sul totale dei dipendenti a tempo indeterminato.

La struttura portante del contratto di somministrazione resta la medesima per: divieti di procedere ad un contratto di somministrazione, indennità di disponibilità per i contratti a tempo indeterminato, diritti del lavoratore, regime di solidarietà, tutela previdenziale, diritti sindacali, somministrazione irregolare e sanzioni.

Eliminata, invece, la causale tra gli elementi che il contratto stipulato in forma scritta deve indicare.

Ne consegue che il contratto di somministrazione può non contenere la ragione di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo che giustificano l’attività.

Restano anche i voucher e, anzi, sarà elevato da 5mila a 7mila euro all’anno il tetto dell’importo per il lavoratore.

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