Malattia all'estero

L'insorgere della malattia all'estero comporta adempimenti differenti a seconda che il lavoratore affetto sia occupato in un Paese dell'Unione Europea o convenzionato con l'Italia, ovvero Paese estero non convenzionato.

1 - Se la malattia colpisce un lavoratore cittadino di uno Stato Membro dell'Unione Europea occupato in un Paese comunitario, questi è equiparato ad un lavoratore nazionale.
Il lavoratore, dunque, munito di Tessera europea assicurazione malattia è tenuto a presentare entro 3 giorni dall'inizio della malattia idonea certificazione all'Istituzione estera che a sua volta la inoltrerà all'INPS.

2 - Se la malattia colpisce un lavoratore occupato in un Paese estero convenzionato con l'Italia o che abbia stipulato un accordo bilaterale, vige la disciplina esposta precedentemente. I certificati di malattia, quindi, sono equiparati a quelli nazionali.

3 - Se la malattia colpisce un lavoratore occupato in un Paese extracomunitario privo di convenzione con l'Italia, questi è tenuto a trasmette il certificato di malattia entro 5 giorni dal rilascio al proprio datore di lavoro e alla rappresentanza diplomatica o consolare presente nel Paese estero, la quale, a sua volta, lo inoltrerà all'INPS dopo averlo tradotto in italiano e dopo aver provveduto alla "legalizzazione".

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