Astensione anticipata

La lavoratrice in gravidanza ha diritto, al verificarsi di determinate condizioni, dell'astensione anticipata dal lavoro interrompendo la propria attività lavorativa anche prima dei due mesi dalla data presunta del parto previsti con il congedo di maternità.

L'astensione in anticipo può essere concessa per differenti motivi:

  1. gravi complicanze della gravidanza o di preesistenti forme morbose: dal 1° aprile 2012, come disposto dal "decreto semplificazioni" (ex art. 15, D.L. 9/02/2012 n. 5) la competenza al rilascio dell'autorizzazione per l'astensione anticipata in questa ipotesi non spetta più alla DTL ma all'ASL competente per territorio;
  2. condizioni di lavoro o ambientali ritenute pregiudizievoli alla salute del bambino e della mamma: la procedura richiesta prevede un'istanza della DPL e l'astensione si considera concessa solo a seguito dell'emanazione del provvedimento della DPL che deve intervenire entro 7 giorni dall'inoltro della domanda;
  3. impossibilità per il datore di spostare la lavoratrice ad altre mansioni: la procedura richiesta è la stessa del caso precedente.
  4. attività della lavoratrice ritenuta gravosa o pregiudizievole in relazione all'avanzato stato di gravidanza: l'astensione anticipata decorre da 3 mesi prima del parto.

Si sottolinea che oltre all'astensione anticipata è possibile la posticipazione del congedo fino a 7 mesi dopo il parto in caso di condizioni ambientali pregiudizievoli ovvero per impossibilità di spostare la lavoratrice ad altre mansioni. La posticipazione del congedo deve essere disposta dal servizio Ispettivo del Ministero del Lavoro a seguito di accertamento.

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