Difesa del lavoratore


Cassazione 9 ottobre 2007, n. 21066

Con la pronuncia in esame la Cassazione affronta l'esame dell'istituto della difesa del lavoratore nell'ambito del procedimento disciplinare.

Occorre precisare al riguardo come, per espressa prescrizione dell'articolo 7 dello Statuto dei Lavoratori, la sanzione disciplinare non può essere applicata prima che siano trascorsi cinque giorni dalla contestazione per iscritto del fatto che vi ha dato causa.

La finalità perseguita dal legislatore attraverso le prescrizioni in esame è fondamentalmente quella di consentire al lavoratore stesso di esporre le proprie difese in relazione al comportamento contestatogli e ciò comporta per il datore di lavoro un dovere di convocazione del dipendente.

La Cassazione ha avuto modo di precisare come il termine di cinque giorni dalla contestazione dell'addebito, pur essendo stabilito, come evidenziato, nell'interesse precipuo del lavoratore risponde ad una ratio molto più complessa ed organica ravvisabile non solo nella necessità di consentire al datore di lavoro di adottare la sanzione dopo aver conosciuto le difese dell'incolpato, ma anche nella necessità per lo stesso datore di fruire di un tempo, anche se esiguo, atto a consentire un eventuale ripensamento o differente valutazione dei fatti oggetto di contestazione.


Cassazione 30 agosto 2000, n. 11430

Dall'esame delle disposizioni contenuto nell'articolo 7 dello Statuto dei Lavoratori deriva che nel sistema delineato a favore del lavoratore il diritto di difesa viene ampiamente garantito attraverso l'obbligo di contestazione dell'addebito, attraverso il diritto allo stesso riconosciuto di essere sentito e dalla necessità di attendere cinque giorni prima di poter procedere all'applicazione di sanzioni più gravi del rimprovero verbale, nonché dall'esistenza di un rappresentante sindacale, riconosciuta dalla legge al fine precipuo di assicurare al lavoratore una migliore tutela.

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