Funzione delle sanzioni disciplinari


Cassazione 17 febbraio 1988, n. 1703


Con la pronuncia in esame viene esaminata la funzione da ascrivere alle sanzioni disciplinari ed al relativo potere.

La Cassazione sul punto evidenzia come tale potere ascritto in capo al datore di lavoro, normativamente previsto dall'art. 2106 c.c., ha trovato concreta attuazione all'articolo 7 dello Statuto dei Lavoratori, norma centrale che ha riempito di contenuto la mera prescrizione codicistica.

Preliminarmente occorre evidenziare come il potere in esame è fondamentalmente diretto ad eliminare le conseguenze sull'ordinario svolgimento dell'attività lavorativa in azienda dell'inosservanza da parte del lavoratore degli obblighi derivanti dal contratto e dalla sua posizione di lavoratore subordinato.

Le sanzioni disciplinari devono essere intese non in funzione afflittiva bensì come pene private il cui obiettivo primario è essenzialmente quello di assicurare la continuità dell'attività di impresa e l'ordinario e corretto svolgimento del rapporto.


Cassazione 17 agosto 2001 n. 11153

Dottrina prevalente definisce tipica la funzione delle sanzioni disciplinari, in quanto, rispetto alle altre pene private, è da un lato afflittiva e di prevenzione speciale verso chi ha commesso l'illecito e dall'altro intimidatoria e di prevenzione generale nei confronti degli altri lavoratori.

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