I tirocini formativi

Lo "stage" o "tirocinio formativo e di orientamento" costituisce un periodo di formazione e di inserimento temporaneo all'interno di un'azienda pubblica o privata o uno studio professionale con l'obiettivo di agevolare le future scelte professionali di soggetti che hanno già assolto gli obblighi di istruzione e formazione obbligatoria e fare in modo che essi abbiano una più immediata e diretta conoscenza del mondo del lavoro (art. 18 L.196/1997).

I tirocini formativi possono rappresentare una valida opportunità di inserimento nel mondo del lavoro in quanto finalizzati all'acquisizione di un'esperienza pratica nonché alla crescita professionale e personale del tirocinante.

Il tirocinio formativo non comporta tuttavia l’instaurazione un rapporto di lavoro, pertanto, non trova applicazione la normativa giuslavoristica sul rapporto di lavoro subordinato o autonomo. A tale fattispecie di rapporto, infatti, si applicano esclusivamente le disposizioni speciali che regolano la materia: ovvero previsto dalla L. 92/2012, sono state elaborate dalla Conferenza Stato Regioni e Province autonome le Linee guida del 23 gennaio 2013 finalizzate a stabilire degli standard minimi uniformi in tutta Italia per i tirocini formativi e di orientamento, i tirocini di inserimento o reinserimento per categorie svantaggiate.

Fermo restando la possibilità per le Regioni e le Province Autonome di prevedere una disciplina migliorativa, è previsto il riconoscimento di un’indennità risarcitoria minima per le attività svolte dal tirocinante, in assenza del quale è prevista la sanzione amministrativa. 

Tale disposizione trova applicazione anche alle Pubbliche Amministrazioni (art. 1, comma 2, del Decreto Legislativo n. 165/2001) che provvedono ai rimborsi spese, traendo i fondi dagli stanziamenti destinati agli incarichi ed alle consulenze, o attingendo (comma 6) da un fondo istituito, in via sperimentale, presso il Ministero del Lavoro.

Un’altra norma introdotta in sede di conversione prevede che per i tirocini formativi previsti dall'accordo sulle linee guida della Conferenza Stato – Regioni del 24 gennaio 2013 La Legge n.99/2013, di conversione del D.L. 76/2013, stabilisce che i datori di lavoro pubblici e privati, con sedi in più regioni, possono fare riferimento alla sola normativa della regione dove è ubicata la sede legale e possono accentrare le comunicazioni obbligatorie presso il Servizio informatico nel cui ambito territoriale è ubicata la sede legale. La Circolare ministeriale n. 35/2013 ha precisato che tale previsione costituisce una facoltà, potendo il datore di lavoro scegliere di applicare la disciplina del luogo di svolgimento del tirocinio

I tirocini cd “curriculari” - promossi dalle università o dalle scuole – sono svolti all’interno di un percorso formale di istruzione o formazione previsto nei piani di studio,

Ai tirocini curricolari non si applicano: 

  • il vincolo per il soggetto ospitante di poter realizzare con il medesimo tirocinante un solo tirocinio;
  • i vincoli numerici parametrati alle risorse umane presenti nelle unità operative di svolgimento;
  • i vincoli di non aver effettuato licenziamenti nei 12 mesi precedenti l’attivazione del tirocinio, o di avere in corso procedure di CIG per mansioni equivalenti a quelle del tirocinio;
  • comunicazioni obbligatorie: i tirocini curriculari non sono soggetti alle comunicazioni obbligatorie.

La convenzione e il piano formativo specifico sottoscritti sono tenuti agli atti dal soggetto promotore e dal soggetto ospitante. Ogni tutor del soggetto ospitante può accompagnare fino ad un massimo di cinque tirocinanti. Infine, la Convenzione di tirocinio e il Progetto formativo individuale definiscono l’eventuale indennità di partecipazione.

Occorre ricordare che in favore dei giovani frequentanti attività di tirocinio curriculari ed extra curriculari va aperta la posizione INAIL e va stipulata l’assicurazione per la responsabilità civile conto terzi.

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