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Agenzia Entrate: precisazioni sul regime fiscale applicabile ai beni offerti in omaggio ai dipendenti

L’Agenzia delle Entrate, con la risposta n. 89/E dell’11 aprile 2024, ha esposto il proprio parere in merito al regime fiscale applicabile, ai fini Irpef, per i beni aziendali offerti inomaggio ai propri dipendenti.

 

In particolare, la Società che ha chiesto il parere all’Agenzia è titolare di alcune caffetterie che si distinguono per l’utilizzo di prodotti di eccellenza e per le linee di produzione interne, in cui vengono lavorati e tostati i chicchi di caffè. Una di queste caffetterie si trova in Italia. La Società, al momento dell’assunzione, fornisce ai propri dipendenti un documento con le linee guida, con una sezione dedicata ai benefit.

La Società, infatti, garantisce ai propri dipendenti una bevanda gratuita al giorno, da consumarsi durante la pausa, e un sacchetto di caffè al mese. La stessa avrebbe inoltre intenzione di assegnare loro, occasionalmente, anche dei prodotti di merchandising, affinché i dipendenti diffondano l’immagine aziendale presso il pubblico.

 

Nella propria domanda all’Agenzia, la Società evidenziava che la concessione dei benefit andrebbe a vantaggio della propria strategia commercialepiù che a vantaggio dei singoli dipendenti, considerato che la bevanda e il caffè sono funzionali al poterli descrivere e promuovere ai clienti.

Ciò esposto, la Società chiedeva all’Agenzia delle Entrate se, in considerazione della prevalenza dell’interesse datoriale, i descritti beni erogati ai dipendenti dovessero considerarsi o meno benefit rientranti nella nozione di retribuzione e dunque assoggettabili alla relativa tassazione.

L’Agenzia delle Entrate ha risposto evidenziando che i beni assegnati ai dipendenti risultano esclusi da tale nozione:

solo nella particolare ipotesi in cui il dipendente abbia un obbligo contrattuale di utilizzo del bene e successiva restituzione dello stesso” perché solo in tal caso “si può considerare prevalente l’interesse del datore di lavoro e, quindi, escludere il valore dei predetti beni dalla tassazione in capo al dipendente”.

 

Così non era nel caso sottoposto all’Agenzia, in quanto:

 

“gli omaggi in questione, per quanto utili alla strategia aziendale, in concreto, soddisfano un’esigenza propria del singolo lavoratore (ad es. prendere un caffè al bisogno) e rappresentano, comunque, un arricchimento del lavoratore (ad es. i sacchetti di caffè e i prodotti di merchandising) e, pertanto, non possono considerarsi erogati nell’esclusivo interesse del datore di lavoro”.

 

DI conseguenza, secondo l’Agenzia, il valore dei beni assegnati dalla Società ai propri dipendenti, costituisce reddito di lavoro dipendente.

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