Agenzia delle Entrate – assoggettamento delle somme rimborsate al lavoratore in smartworking

Con la risposta all’interpello n. 956-632/2021, l’Agenzia delle Entrate ha fornito importanti chiarimenti in merito a somme eccezionalmente rimborsate dal datore di lavoro ai dipendenti in conseguenza dell’emergenza sanitaria.

L’interpello presenta il caso di un’azienda che, al fine di tutelare i propri lavoratori durante il periodo di emergenza sanitaria ha disposto che l’intera attività venisse svolta da remoto presso il domicilio di ciascun dipendente. Per compensare i maggiori costi sopportati dai lavoratori in conseguenza del massiccio ricorso a prestazioni di lavoro agile, l’azienda intende riconoscere ai propri dipendenti un rimborso, pari al 30% delle spese documentate sostenute per l’utilizzo della connessione internet, della corrente elettrica, dell’aria condizionata o del riscaldamento. Al riguardo, l’Agenzia delle entrate ha chiarito che le somme così determinate devono essere imputate alla nozione di reddito da lavoro dipendente e, come tali, debbano ritenersi interamente assoggettate a ritenute fiscali, previdenziali e assistenziali. Le spese sostenute dal lavoratore e rimborsate in modo forfettario, infatti, possono essere escluse dalla base imponibile soltanto nel caso in cui sia il legislatore stesso a determinare o a rendere determinabile la quota non imponibile.

 

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