Cassa integrazione: estensione ai lavoratori a nero

L’Ispettorato del Lavoro con la nota n. 64 del 15 maggio ha chiarito che i trattamenti di cassa integrazione vengono estesi anche ai lavoratori occupati “in nero” presso le aziende benchè regolarizzati, anche se a seguito di accesso ispettivo, entro il 17 marzo.

 

Di fatto i datori di lavoro che nell’anno 2020 sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi connessi all’emergenza epidemiologica da COVID-19, possono presentare domanda di concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale o di accesso all’assegno ordinario con causale “emergenza COVID-19”.

 

Tale possibilità è prevista in relazione ai lavoratori che risultano alle dipendenze dei datori di lavoro richiedenti la prestazione alla data del 23 febbraio 2020.


Su tale disposizione è, poi, intervenuto il D.L. n. 23 dell’8 aprile 2020 che, all’articolo 41, ha stabilito l’estensione delle disposizioni di cui sopra anche ai lavoratori assunti dal 24 febbraio al 17 marzo 2020.

 

Si precisa, con la nota n. 64 dell’INL che il datore di lavoro può rimediare ad un impiego irregolare, effettuando retroattivamente gli adempimenti che avrebbe dovuto porre in essere inizialmente. In tal caso il datore di lavoro potrà godere delle sanzioni nel minimo edittale, mentre il lavoratore potrà vantare di un regolare rapporto di lavoro.

 

Per accedere all’ammortizzatore sociale, l’ispettorato del Lavoro ha ritenuto che il datore di lavoro avrà l’onere di dimostrare la validità del rapporto di lavoro con il lavoratore secondo l’asse temporale di avvio della procedura di regolarizzazione alla data del 17 marzo.      

 

Condividi questo articolo