Corte di Cassazione: CCNL non può essere cambiato arbitrariamente dal datore di lavoro

La Corte di Cassazione, con la sentenza n.21537 del 20 agosto 2019, ha dichiarato illegittimo il comportamento del datore di lavoro che arbitrariamente senza il consenso delle rappresentanze sindacali  decide di cambiare il CCNL di categoria a fronte del recesso dalla propria associazione. 

Il caso portato al vaglio della Corte, riguardava il comportamento antisindacale tenuto da un’azienda, la quale, a seguito dell’uscita da Confindustria, aveva cessato di applicare il contratto collettivo del settore gomma dichiarando di applicarne uno nuovo e diverso. Le parti sindacali coinvolte ritenevano il comportamento del datore di lavoro antisindacale in quanto le stesse non erano state interpellate sull’argomento. Tuttavia, sia i giudici di primo sia i giudici di secondo grado avevano affermato l’inesistenza nell’ordinamento di un obbligo del datore di lavoro di dover trattare con le organizzazioni sindacali i contratti collettivi. In quanto la scelta del CCNL rientra nell’autonomia negoziale dell’azienda avendo la possibilità di sottoscrivere un nuovo contratto collettivo con associazioni diverse da quelle che avevano trattato e sottoscritto il precedente contratto, secondo quanto già previsto dalla sentenza n.1411/2013 della Corte di Cassazione.  

 La Corte di Cassazione, però, ha ribaltato le sentenze precedenti osservando che, nel contratto collettivo di lavoro, la possibilità dii recesso spetti unicamente alle parti stipulanti, ossia alle associazioni sindacali e datoriali che prevedono anche a disciplinare le conseguenze in caso di disdetta. Perciò al datore di lavoro non è consentito recedere unilateralmente dal contratto collettivo applicato, anche in presenza di un congruo preavviso. Il datore di lavoro solo a fronte della scadenza del contratto potrà  recedere dal CCNL ed  applicarne uno diverso, secondo quando previsto dall’art.2069 del codice civile. In altre parole, la Corte di Cassazione ha previsto il recesso da un contratto collettivo alla sola condizione che tale contratto non abbia scadenza, in caso contrario non è possibile. Tuttavia, dopo il recesso è possibile stipulare un nuovo accordo anche con sindacati diversi secondo quanto previsto dalla sentenza n.1411/2013 della medesima Corte.  

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