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Cassazione: il lavoratore stagionale che non sapeva del diritto di precedenza va risarcito o stabilizzato?

Come noto, il Testo Unico Contratti (d.lgs. n. 81/2015) prevede un diritto di precedenza nelle assunzioni per i lavoratori stagionali, diritto che deve essere espressamente richiamato nella lettera di assunzione. La disposizione in questione richiede dunque che il diritto sia esplicitato per iscritto all’assunzione, ma non prevede, in caso di mancata indicazione dello stesso, le conseguenze (né l’inefficacia della clausola né la conversione del rapporto di lavoro in tempo indeterminato ab origine).

 

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 9444/2024, si è recentemente pronunciata su tali conseguenze.

 

Il caso riguardava le domande di due lavoratori che chiedevano di accertare la violazione del diritto di precedenza in qualità di lavoratori stagionali, il diritto alla stabilizzazione del rapporto e al risarcimento del danno.

 

Secondo la Cassazione, il ricorso risultava in parte fondato:

«l’inadempimento alla prescrizione formale imposta al datore di lavoro è idonea a pregiudicare lo stesso esercizio del diritto di precedenza da parte del lavoratore, laddove il datore proceda comunque a nuove assunzioni; con la conseguenza che, sul piano civilistico del rapporto di lavoro, il datore convenuto in giudizio perché inadempiente alla prescrizione formale non potrà opporre il difetto di manifestazione di volontà del lavoratore e, se ha proceduto all’assunzione di altri lavoratori, sarà comunque tenuto al risarcimento del danno ai sensi dell’art. 1218 c.c., così come in ogni altro caso di assunzione di soggetti diversi in violazione del diritto di precedenza».

In definitiva, ove manchi l’indicazione del diritto di precedenza il lavoratore può chiedere il risarcimento del danno ma non la stabilizzazione.

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