Cassazione – indici di codatorialità

Con la sentenza n. 18135 del 24 giugno 2021, la Corte di Cassazione ha richiamato l’attenzione sui requisiti cui bisogna avere riguardo l’individuazione di un’ipotesi di codatorialità.

La sentenza riguarda il caso di un lavoratore che a seguito di licenziamento aveva, tra l’altro, denunciato un legame tra il datore di lavoro che aveva comminato il licenziamento e altre due imprese, tale da far supporre l’esistenza di un unico centro di imputazione del rapporto di lavoro.

La Corte di Cassazione ha dunque ribadito che i requisiti per l'individuazione di una ipotesi di codatorialità, implicante l'esistenza di un gruppo di imprese con unicità di centro di imputazione dei rapporti giuridici ed in particolare dei rapporti lavorativi, sono i seguenti:

• unicità della struttura organizzativa e produttiva;

• integrazione tra le attività esercitate dalle varie imprese del gruppo e nel correlativo interesse comune;

• esistenza di un coordinamento tecnico ed amministrativo-finanziario tale da individuare un unico soggetto direttivo che faccia confluire le diverse attività delle singole imprese verso uno scopo comune;

• utilizzazione contemporanea della prestazione lavorativa da parte delle varie società titolari delle distinte imprese, nel senso che la stessa sia svolta in modo indifferenziato e contemporaneamente in favore dei vari imprenditori.

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