Contributo addizionale CIG durante la seconda fase Covid-19

Il decreto legge n. 104 del 2020 (c.d. decreto Agosto) ha previsto ulteriori 18 settimane (9+9) di trattamento di integrazione salariale. Il Governo, con tale intervento, ha voluto andare incontro e sostenere le imprese che alla luce dell’emergenza dovuta al Covid-19 ancora non hanno ripreso la loro attività e vertono in situazione di difficoltà.

Questa seconda fase in cui poter eventualmente utilizzare l’ammortizzatore sociale ha come data di inizio il 13 luglio 2020. Ciò significa che le ulteriori 18 settimane di cassa integrazione possono applicarsi dal 13 luglio al 31 dicembre 2020.

A differenza della prima fase di emergenza vengono, però, introdotte delle novità molto importanti dal punto di vista contributivo. Si tratta di provvedimenti che da un lato sono finalizzati a correlare l’utilizzo dell’ammortizzatore sociale ad un effettivo calo dei proventi da attività produttiva, dall’altro pongono l’obiettivo di disincentivare le imprese a mantenere in cassa integrazione i propri lavoratori.

Forse tardivamente, la Circolare dell’INPS n. 115 del 30 settembre ha chiarito alcuni punti sul tema.

Innanzitutto, il contributo addizionale verrà applicato esclusivamente prendendo a riferimento il periodo delle ultime 9 settimane delle 18 ulteriori e complessive previste dal decreto. In sintesi, le aliquote “straordinarie” previste dal Governo cambiano a seconda della variazione del fatturato confrontando il primo semestre 2020 con quello dell’anno precedente. Le aliquote previste sono le seguenti:

  • Contributo addizionale pari al 9% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore non lavorate durante la sospensione o la riduzione dell’orario di lavoro, per le imprese che hanno visto una riduzione del fatturato inferiore al 20%;
  • Contributo addizionale pari al 18% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore non lavorate durante la sospensione o la riduzione dell’orario di lavoro, per le imprese che non hanno visto una riduzione del fatturato.

Non viene previsto nessun contributo addizionale e il trattamento di integrazione salariale resterà gratuito per:

  • Le imprese che nel periodo considerato hanno subìto una riduzione di fatturato pari o superiore al 20%;
  • Le imprese che hanno avviato la loro attività dopo la data del 1° gennaio 2019.

Naturalmente, rientrando queste ulteriori previsioni nella normativa d’emergenza attuata dal Governo, anche in questo caso, agli eventuali trattamenti di CIG non devono applicarsi i limiti e le condizioni normalmente richieste. Vengono meno, infatti, i riferimenti del biennio/quinquennio mobile, il limite di 1/3 delle ore lavorabili e il requisito dell’anzianità di almeno 90 giorni maturata all’interno dell’attività produttiva.

Le novità più importanti relative a questa seconda fase di possibile beneficio dell’ammortizzatore sociale sono molteplici. In prima analisi, le imprese possono richiedere il trattamento di integrazione salariale anche se non hanno già fruito nel precedente periodo di misure di sostegno al reddito. Non vale la regola dell’autorizzato e del fruito: i datori di lavoro, quindi, potranno presentare più domande di CIG  a fronte di un bisogno effettivo.

Si azzera il conteggio relativo alle settimane di cassa integrazione procedente al 13 luglio. Questa norma, in un certo senso, non premia le imprese che hanno cercato di non usufruire degli ammortizzatori sociali nella prima fase dell’emergenza.

In tema di procedura, di informazione e invio della richiesta di trattamento non varia nulla rispetto a quanto già previsto dalla normativa di emergenza.

Il termine ultimo per la presentazione della richiesta rimane la fine del mese successivo rispetto a quello in cui è iniziata la sospensione o la riduzione di orario di lavoro. A tal proposito è prorogato al 31 ottobre il termine inizialmente previsto del 30 settembre. Le domande proposte dopo il 30 settembre prima che intervenisse la proroga rimangono valide.

L’invio deve la domanda di concessione del trattamento deve essere presentata tramite la compilazione del modello Sr41 semplificato.

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