Corte di Cassazione: legittimità del doppio licenziamento

Con la sentenza n. 79 del 4 gennaio 2019, la Corte di cassazione, sezione lavoro, si è pronunciata in tema di doppio licenziamento nei confronti di un medesimo lavoratore.  

Il caso sottoposto alla Corte, riguardava la sentenza della Corte d’Appello di Roma, la quale aveva rigettato il reclamo presentato dal lavoratore volto ad ottenere la dichiarazione di nullità o illegittimità dei licenziamenti per giusta causa allo stesso intimato, poiché in qualità di responsabile di agenzia aveva concesso la cancellazione di ipoteca ad alcuni clienti, nonostante gli stessi avessero un ingente debito nei confronti della Banca per cui lavorava e aveva consentito ulteriori mutui, fidi e agevolazioni creditizie a vantaggio dei medesimi clienti morosi. I giudici di merito avevano sostenuto che le motivazioni e le giustificazioni poste alla base dei due licenziamenti fossero del tutto diversi, e pertanto legittimi. A fronte di questa sentenza, il dipendente ha proposto ricorso.  

I giudici di legittimità hanno confermato l’orientamento perseguito dalla medesima Corte riprendendo la sentenza n. 1244/2011, secondo cui “il datore di lavoro qualora abbia già intimato al lavoratore il licenziamento per una determinata causa o motivo, può legittimamente intimargli un secondo licenziamento, fondato su una diversa causa o motivo, restando quest’ultimo del tutto autonomo e distinto rispetto al primo. Ne consegue che entrambi gli atti di recesso sono in sé astrattamente idonei a raggiungere lo scopo della risoluzione del rapporto, dovendosi ritenere il secondo licenziamento produttivo di effetti solo nel caso in cui venga riconosciuto invalido o inefficace il precedente”. Quindi, il datore di lavoro può legittimamente intimare due licenziamenti purché fondati su due cause diverse. Però il secondo, produrrà effetti solo nel caso in cui il primo venga riconosciuto invalido o inefficace. Alla luce di ciò la Corte di Cassazione ha respinto il reclamo.  

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