Corte di Cassazione: legittima la ripetizione del periodo di prova anche per i contratti successivi

La Corte di Cassazione con la sentenza n.22809 del 12 settembre 2019, si è pronunciata in merito all’apposizione del periodo di prova nei successivi contratti stipulati dal datore di lavoro con il medesimo lavoratore.  

Nello specifico, la fattispecie sottoposta al vaglio della Corte di Cassazione riguardava una sentenza della Corte D’appello di Bari, la quale aveva respinto il reclamo presentato da un lavoratore a fronte del licenziamento a lui intimato da Ferrovie del Gargano. Il lavoratore in questione aveva stipulato con la medesima società quattro contratti a tempo determinato. Il 13 dicembre 2013 il medesimo era stato assunto dalla Società a tempo indeterminato, con le medesime mansioni dei precedenti contratti. Tuttavia, la società aveva inserito nel contratto, un periodo di prova di un anno secondo quanto previsto dall’art.13 del regolamento All.A al R.D.n.148 del 1931.  

In data 10 ottobre 2014, la presente Società aveva mosso nel confronti del lavoratore  una contestazione disciplinare in quanto lo stesso alla guida dell’autobus nella tratta Cerignola-San Giovanni Rotondo, con passeggeri a bardo, aveva impegnato un passaggio a livello rimanendo tra le due barriere nel frattempo abbassatesi. Al fine di evitare lo scontro con il treno, il lavoratore aveva effettuato la retromarcia danneggiando una delle barriere del passaggio a livello. Dopo l’accaduto, la Società ha esonerato il lavoratore dal servizio per mancato superamento del periodo di prova. La Corte d’Appello analizzando gli eventi ha ritenuto legittimo il licenziamento in quanto conforme a quanto definito dall’art.47 del sopracitato Regolamento.  

Anche la Corte di Cassazione, ha confermato quanto sentenziato dalla Corte d’Appello di Bari, affermando che la ripetizione del patto di prova in successivi contratti di lavoro tra le medesime parti e per le medesime mansioni è legittima solo se sussiste la necessità per il datore di lavoro di verificare, oltre le qualità professionali, anche il comportamento e la personalità del lavoratore in relazione all’adempimento della prestazione, trattandosi di elementi suscettibili di modificarsi nel tempo per molteplici fattori, attinenti alle abitudini di vita o a problemi di salute.  

 

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