Fatturazione elettronica: un primo bilancio

Sono già trascorsi sei mesi dall’introduzione del metodo digitale di fatturazione: la cosiddetta fatturazione elettronica. Tra novità e alcune difficoltà tuttavia il primo bilancio è stato dichiarato “positivo” dall’Osservatorio Fatturazione Elettronica & eCommerce B2b della School of Management del Politecnico di Milano.

 

La maggior parte delle imprese si dichiara soddisfatta relativamente alla ricezione ma anche all’invio delle fatture. I settori più interessati sono quelli del commercio all’ingrosso e al dettaglio, al secondo posto le utility e infine i servizi. Purtroppo il meridione si trova dietro regioni come Lombardia e Lazio in base alle fatture inviate dalle aziende. D’altronde non tutte le aziende sono convinte che il processo di fatturazione elettronica possa apportare benefici sui processi aziendali, anzi in qualche caso si è parlato di “appesantimento delle attività gestionali” e “maggiore lentezza nella riconciliazione dei pagamenti”. Nonostante alcune categorie lamentino disservizi, l’Agenzia delle Entrate ha prontamente replicato mettendo in evidenza come sui server non si siano riscontrati grossi problemi e il margine d’errore è rimasto abbastanza basso.

 

Lamentele anche nell’ambito fatturazione da parte dei benzinai. Infatti ad essere entrate in vigore da circa 6 mesi sono le nuove norme anche in fatto di carburante. Dal 1 gennaio 2019 infatti la normativa ha richiesto che i pagamenti siano effettuati con strumenti tracciabili in modo che si riesca a dedurre le spese e detrarre l’Iva sull'acquisto di carburante. Inoltre tali pagamenti dovranno corrispondere alle fatture elettronica ormai obbligatorie. L’esistenza di carte per il pagamento tracciabile e la riconciliazione automatica tra pagamenti e fatture è stato senza ombra di dubbio uno strumento alleato per creare chiarezza nel marasma della fatturazione elettronica: ad aiutare inoltre il documento riepilogativo fiscalmente valido in un’unica soluzione a fine mese.

 

Benché sia evidente la semplicità di questo procedimento, i benzinai lamentano problemi nella gestione e realizzazione della fatturazione elettronica. Pare che sia incorso il problema della richiesta di denaro da parte dei benzinai qualora il cliente richieda la fattura; si parla di circa 1,5\2 € che l’automobilista è costretto a sborsare per la fattura. Questa è naturalmente una richiesta assolutamente illegittima a cui la Federazione benzinai replica che si tratta di iniziative rare e sporadiche “ma la nuova norma ci crea difficoltà”.

 

Ed è proprio di questi giorni, in particolare da lunedì 1 luglio, che la fatturazione elettronica entra ufficialmente a regime. Le novità riguardano le correzioni apportate a seguito dell’esperienza maturata in questi primi sei mesi. Una di queste riguarda il termine per l’emissione delle fatture immediate che sarà di 12 giorni, non più di 10 come precedentemetne.

 

Nonostante alcuni intoppi e alcune problematiche di accettazione della nuova (ma ormai nemmeno tanto) metodologia della fatturazione elettronica, è necessario procedere nella direzione dell’innovazione e, conseguentemente, dei benefici che questa apporta. Come infatti afferma Claudio Rorato, Direttore dell’Osservatorio Fatturazione Elettronica & eCommerce B2b: “Se è vero che sei mesi sono pochi per avere davvero percezione dei benefici a tutto tondo sugli impatti della fattura elettronica non si può negare che in chiave prospettica si aprano ampie opportunità per le imprese. Dalla possibilità di operare su dati strutturati ed elaborabili del ciclo passivo, migliorando la gestione della tesoreria, il credit management e il controllo di gestione, alla digitalizzazione di processi documentali interni – per esempio il ciclo dell’ordine - aumentando l’efficienza aziendale e la sua competitività; dalla possibilità di ottenere più velocemente finanziamenti sulle fatture da parte di piattaforme dedicate alla Supply Chain Finance al miglioramento dei rating sui fornitori, grazie a una maggiore integrazione dei dati del ciclo passivo con quelli delle fasi pre-negoziali. Ciò che mi preme sottolineare, è che non bisogna fermarsi all’adempimento normativo, ma guardare oltre”.

 

 

 

 

 

 

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