Federmeccanica e somministrazione a termine

Il 2 Aprile 2019, Federmeccanica ha inviato alle proprie sedi territoriali una comunicazione riguardante le modalità di calcolo dei rapporti di somministrazione nelle aziende che applicano il CCnl Metalmeccanica industria.  

La Federazione ha ripercorso gli accordi presi nel dicembre 2018 con le Agenzie di somministrazione secondo il quale si è stabilito che nelle ipotesi di somministrazione di lavoro con il medesimo utilizzatore, la durata massima della successione dei contratti a termine tra Agenzia e Lavoratore è individuata dalla contrattazione collettiva applicata dall’utilizzatore. Nello specifico, l’accordo nel settore metalmeccanica industria prevedeva che “l’impiego del lavoratore somministrato da parte dell’azienda utilizzatrice, è fatto coincidere, tout court, con il limite dei 44 mesi di cui alla lettera B), dell’art. 4, Sezione Quarta, Titolo I, CCNL 26 novembre 2016 per l’Industria Metalmeccanica e della Installazione di Impianti”.  

Quindi, per il settore metalmeccanica si prevede che il lavoratore che abbia svolto presso la medesima azienda, sia periodi di lavoro con contratto a termine sia periodi di lavoro somministrato, qualora la somma dei periodi di lavoro svolti per queste due tipologie contrattuali non superi i 44 mesi complessivi, anche non consecutivi, acquisisce il diritto ad essere assunto a tempo indeterminato. Pertanto, a decorre dal 1° novembre 2018, nel caso di somministrazione di lavoro con il medesimo utilizzatore la durata massima delle missioni del lavoratore per lo svolgimento di mansioni dello stesso livello e categoria legale, non può eccedere i limiti di 12 mesi, oppure 24 mesi in presenza di una delle causali previste dalla legge. Quindi, a fronte delle nuove regole previste dal “Decreto Dignità” la clausola inizialmente esposta non è più possibile applicarla.  

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