Dirigenti settore privato e le ferie

All’interno dell’organizzazione aziendale tra i lavoratori subordinati, i dirigenti ricoprono un ruolo apicale caratterizzato da un elevato grado di responsabilità, professionalità e autonomia decisionale. Il rapporto di lavoro dei dirigenti viene disciplinato dalle norme generali applicabili alle altre categorie di lavoratori subordinati, tuttavia in mancanza di norme legislative specifiche si applica quanto previsto dalla contrattazione collettiva del settore di appartenenza.  

In materia di orario di lavoro, ai dirigenti non si applica la disciplina legale relativa al normale orario di lavoro, alla durata massima, al lavoro straordinario in quanto la loro retribuzione è stabilita in rapporto alla qualità e non alla quantità del lavoro svolto. Le uniche disposizioni di legge in materia di orario di lavoro che si applicano sono le seguenti:  

  • Riposo settimanale  

  • Ferie  

  • Limitazioni al lavoro notturno  

Come tutte le altre categorie di lavoratori subordinati, anche i dirigenti hanno diritto alle ferie in base a quanto previsto dall’art.10 del Dlgs n.66/2003, secondo cui: “1. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 2109 del Codice civile, il prestatore di lavoro ha diritto a un periodo annuale di ferie retribuite non inferiore a quattro settimane. I contratti collettivi di lavoro possono stabilire condizioni di miglior favore. 2. Il predetto periodo minimo di quattro settimane non puo' essere sostituito dalla relativa indennita' per ferie non godute, salvo il caso di risoluzione del rapporto di lavoro.3. Nel caso di orario espresso come media ai sensi dell'articolo 3, comma 2, i contratti collettivi stabiliscono criteri e modalita' di regolazione”. 

Di norma, è il dirigente che sceglie per sé il periodo di godimento delle ferie, tale facoltà può essere derogata dalla previsione del contratto collettivo che impone di concordare con il datore di lavoro i periodi di fruizione delle stesse, come previsto dalla Corte di Cassazione sentenza n. 26464/2016. I contratti collettivi integrano le previsioni di legge, stabilendo la durata e le modalità di fruizione del periodo di ferie. Nella definizione di giorni di ferie lavorativi, occorre escludere dal computo soltanto le domeniche e le festività infrasettimanali.  

Di seguito riportiamo la disciplina delle ferie dei due CCNL più significativi:  

CCNL 

DURATA ANNUA 

FRUIZIONE 

INDUSTRIA  

35 giorni lavorativi  

  • almeno 2 settimane consecutive, in caso di richiesta del dirigente, entro l’anno di maturazione;  

  • ulteriori 2 settimane entro i 24 mesi successivi al termine dell’anno di manutenzione;  

 

Indennità sostitutiva ferie non godute:  

se le ferie eccedenti le 4 settimane non sono fruite entro il primo semestre dell’anno successivo alla maturazione, viene corrisposta per il periodo non goduto un’indennità sostitutiva (pari alla retribuzione spettante) da liquidarsi entro il primo mese del semestre seguente. 

Rientro anticipato:  

In caso di rientro anticipato dalle ferie per necessità aziendali il dirigente ha diritto al rimborso delle spese sostenute.  

TERZIARIO  

30 giorni lavorativi  

Indennità sostitutiva ferie non godute:  

se le ferie eccedenti le 4 settimane non sono fruite, le ferie non godute possono essere sostituite dalla relativa indennità, da erogarsi entro il mese di luglio immediatamente successivo all’anno di maturazione.  

Rientro anticipato:  

In caso di rientro anticipato dalle ferie per necessità aziendali il dirigente ha diritto al rimborso delle spese sostenute.  

Preavviso:  

Durante il periodo di preavviso lavorato il dirigente può richiedere per iscritto di fruire di giornate di ferie.  

Malattia sopravvenuta:  

Infine, in caso di malattia sopravvenuta e regolarmente comunicata all’azienda, la stessa interrompe il periodo di ferie.  

 

Si precisa che, qualora il dirigente possa autonomamente attribuirsi il periodo di godimento delle ferie annuali e successivamente non ne fruisca, lo stesso non avrà diritto alla relativa indennità sostitutiva per ferie non godute, a meno che il dirigente non dimostri che il mancato godimento sia dovuto ad eccezionali ed obiettive esigenze aziendali (Sentenze Cassazione n.23697/2017, n.13953/2009, n.12226/2006).  

Tuttavia, a fronte del recente rinnovo del CCNL Dirigenti Industria (siglato tra Federmanager e Confindustria), il nuovo art. 7 comma 4 recita quanto segue: “Fermo restando il principio dell’irrinunciabilità delle ferie retribuite per un periodo non inferiore a quattro settimane, il restante periodo di ferie, eccedente le 4 settimane, fatta salva ogni diversa intesa, è regolato come segue. Qualora eccezionalmente il periodo eccedente non risulti comunque fruito, in tutto o in parte, entro i ventiquattro mesi successivi al termine dell’anno di maturazione, per scelta del dirigente, la fruizione di tale periodo non potrà più essere richiesta, sempre che vi sia stato espresso invito del datore a fruire di tale periodo, con contestuale informativa che, se non fruito, il periodo di ferie non potrà comunque essere sostituito dalla relativa indennità per ferie non godute. In assenza del suddetto invito del datore di lavoro, verrà corrisposta, per il periodo non goduto, un’indennità pari alla retribuzione spettante da liquidarsi entro il primo mese successivo alla scadenza dei ventiquattro mesi”.  

Quindi, il periodo di ferie eccedente le 4 settimane, se non eccezionalmente fruito entro i 24 mesi successivi al termine dell’anno di maturazione per scelta del dirigente, non potrà più essere fruito né sostituito da indennità per ferie non godute, sempre che l’azienda abbia espressamente invitato il dirigente alla fruizione. In assenza di invito espresso dall’azienda viene corrisposta, per il periodo non goduto, un’indennità pari alla retribuzione spettante che dovrà essere liquidata entro il 1° mese successivo al 24° mese. Il contratto collettivo non fissa, però, un termine entro il quale il datore di lavoro dovrebbe inviare la comunicazione per ricordare al dirigente la fruizione delle ferie eccedenti le 4 settimane, pertanto si ritiene che la comunicazione debba essere inviata entro un termine ragionevole che consenta al dirigente la fruizione entro la fine dell’anno di maturazione e comunque entro l’anno successivo.

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