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Garante Privacy: approvazione delle linee guida per la selezione del personale

Il Garante Privacy ha approvato il Codice di condotta elaborato da Assolavoro, con cui sono state stabilite le linee guida e le buone prassi per garantire una gestione appropriata dei dati personali nelle operazioni di intermediazione, ricerca e selezione del personale da parte delle agenzie di somministrazione.

Tale Codice costituisce uno strumento volontario di autoregolamentazione, adottato in conformità del Regolamento generale sulla protezione dei dati, che incoraggia la creazione di codici di condotta per contribuire a una corretta applicazione delle regole sulla protezione dei dati, in considerazione delle specifiche esigenze di ciascun settore.

Le agenzie per il lavoro che intendono aderire a tale Codice di condotta dovranno iscriversi ad Assolavoro, associazione che ha dato impulso all’elaborazione dello stesso.

I principali punti affrontati da tale Codice sono i seguenti:

  • l’Agenzia per il Lavoro, nella somministrazione, riveste il ruolo di datore di lavoro e assume la piena responsabilità per la gestione dei dati personali del lavoratore: è tenuto ad una serie di attività amministrative essenziali, come la rilevazione delle ore di lavoro effettuate, l’elaborazione della busta paga e la valutazione delle performance lavorative. Di conseguenza l’Agenzia deve assicurare che la gestione dei dati del lavoratore sia svolta nel rispetto delle normative vigenti in materia di protezione dei dati personali, in qualità di datore di lavoro e titolare del trattamento;
  • anche l’Utilizzatore necessita di accedere e utilizzare i dati personali del lavoratore per organizzare e gestire le attività lavorative quotidiane, anche attraverso strumenti, piattaforme e software: egli deve a sua volta impegnarsi a garantire che l’uso dei dati personali del lavoratore somministrato sia sicuro;
  • durante il processoper l’assunzione di personale, le Agenzie devono adottare un approccio etico e conforme alle normative vigenti nella raccolta di informazioni sui candidati: in tal senso, è vietato ricercare dati attraverso l’analisi di profili social personali;
  • è vietato raccogliere o divulgare referenze professionali ottenute da precedenti datori di lavoro senza aver l’esplicita autorizzazione preventiva del candidato (ma anche con tale consenso, le Agenzie non possono trattare dati che riguardano eventuali illeciti disciplinari o procedimenti giudiziari);
  • per utilizzare lecitamente sistemi di profilazione tramite processi decisionali automatizzati, le Agenzie devono condurre una valutazione d’impatto e fornire ai candidati una descrizione chiara e trasparente dei criteri impiegati nel processo di selezione.
Centro Studi | Studio Cassone

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