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Garante privacy: è lecito il riconoscimento facciale per il controllo delle presenze?

Con provvedimento n. 105 del 22 febbraio 2024, comunicato con la newsletter del 28 marzo 2024, il Garante per la protezione dei dati personali, visti i reclami presentati dai lavoratori, si è pronunciata sul sistema adottato da una società per consentire l’accesso ai suoi cantieri tramite rilevatore biometrico, basato sul riconoscimento facciale.

L’Autorità Garante, a fronte delle verifiche compiute, ha rilevato che, in considerazione di quanto previsto dal Codice della privacy in materia di “Misure di garanzia per il trattamento dei dati genetici, biometrici e relativi alla salute”, ai sensi del quale tali trattamenti possono essere effettuati solo in conformità alle misure di garanzia disposte dal Garante: “allo stato l’ordinamento vigente non consente il trattamento di dati biometrici dei dipendenti per finalità di rilevazione della presenza in servizio”.

In particolare, secondo l’Autorità Garante:

“L’utilizzo del dato biometrico nel contesto dell’ordinaria gestione del rapporto di lavoro (quale è l’attività di rilevazione delle presenze), al dichiarato fine di far fronte ad illeciti disciplinari, contenziosi legati alla corresponsione del compenso per il lavoro straordinario nonché a causa della presenza di personale presso il cantiere ove si è svolta l’attività di accertamento assunto mediante l’applicazione della c.d. clausola sociale (…), non è dunque conforme ai principi di minimizzazione e proporzionalità del trattamento”.

Centro Studi | Studio Cassone

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