Incentivi assunzioni dopo il decreto “Agosto”

Il decreto “Agosto” (d.l. 104/2020) ha, tra le altre, introdotto alcuni incentivi per quanto riguarda le assunzioni con contratto a tempo indeterminato. L’art. 6 del decreto, infatti, prevede un esonero del versamento dei contributi previdenziali per assunzioni a tempo indeterminato.

L’esonero può essere riconosciuto dall’entrata in vigore del decreto (16 agosto) fino al 31 dicembre 2020. Esso viene applicato per un massimo di 6 mesi e nel limite massimo di 8.060 euro su base annua riparametrato successivamente su base mensile. Tale riconoscimento viene riconosciuto potenzialmente a tutti i datori di lavoro privati indistintamente. Ciò, pertanto, non comporta eventuali questioni di criticità relativa alla configurazione di aiuti di Stato contrastanti con la normativa comunitaria.

 

L’esonero dal versamento opera in riferimento alle assunzioni a tempo indeterminato ma il Governo Conte, tramite decreto, ha delineato anche le fattispecie a cui non potrà essere riconosciuto l’esonero. Rimangono infatti esclusi dall’ambito di applicazione della norma il settore agricolo, i contratti di apprendistato e i contratti di lavoro domestico.

L’esclusione del settore agricolo e dalla fattispecie contrattuale dell’apprendistato è stata prevista in virtù del particolare regime contributivo che già contraddistingue le due ipotesi.

 

La disposizione, al comma 1 dell’art. 6, tiene ferma però l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche. Rimangono, inoltre, esclusi i premi e i contributi dovuti all’INAIL.

 

Al comma 2 della norma, vengono esclusi dal riconoscimento dell’esonero i lavoratori eventualmente assunti che abbiano già lavorato nella medesima impresa nell’ultimo semestre.

 

Il comma 3, invece, riconosce e allarga l’applicazione del riconoscimento dell’esonero nei casi in cui si verifichi una conversione del contratto a termine in contratto a tempo indeterminato.

Non saranno oggetto di esonero i cc.dd. contributi minori: il contributo al Fondo per l’erogazione del TFR, il contributo ai fondi bilaterali (FIS), i contributi di solidarietà in funzioni delle relative gestioni previdenziali.

Su molti aspetti applicativi, sono caldamente attesi da più parti i chiarimenti dell’INPS.

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