Infortunio - responsabile il lavoratore se si identifica un rischio elettivo

La Cassazione è tornata di recente a chiarire la materia della responsabilità dell’infortunio occorso a causa di un comportamento del lavoratore. 


Con la Sentenza n. 3763/2021 la Corte ha ribadito che il dipendente imprudente può essere ritenuto responsabile dell’infortunio solo nel caso in cui possa essere identificato un rischio elettivo, ossia solo nel caso in cui egli abbia posto in essere un comportamento abnorme, inopinabile ed esorbitante rispetto al procedimento lavorativo ed alle direttive ricevute, tale da poter essere individuato come causa esclusiva dell’evento. 


Nel caso in esame, l’infortunio era occorso durante l’utilizzo di un macchinario della cui pericolosità il lavoratore non era stato sufficientemente informato dal proprio datore di lavoro. In particolare, il lavoratore stava svolgendo attività lavorativa in regime d’appalto presso la ditta committente, la quale rimaneva comunque tenuta ad adempiere a tutti gli oneri in materia di formazione e informazione sui rischi specifici delle macchine e dell’ambiente di lavoro anche nei confronti dei lavoratori provenienti dalla società appaltatrice. 


La Corte ha escluso la configurabilità di una responsabilità a carico del lavoratori che abbia peccato di imprudenza o che non si sia attenuto alle cautele necessarie in materia antinfortunistica o alle direttive dei datori di lavoro, facendo ricadere l’intera responsabilità sul datore di lavoro in quanto è proprio quest’ultimo che ha l’onere di proteggere l’incolumità dei propri dipendenti anche dalla loro imprudenza, imperizia o negligenza.

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